Fava: «Ora il Pd ritrovi i suoi veri valori»
di Luca Gardinale
Il nuovo segretario provinciale si presenta: «Urbanistica e ambiente, non possiamo sempre dire di no a chi costruisce»
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Ringrazia Lucia, «persona estremamente generosa, con la quale ho passato gli ultimi anni, e so che anni difficili sono stati». E affronta tutti i nodi principali del momento, dalle autonomie regionali alla sicurezza, passando per il rapporto tra urbanistica e ambiente. Quando Davide Fava pronuncia le sue prime parole da segretario provinciale del Pd sono le 21.30, in una gremita sala Leonelli della Camera di Commercio (location un po’ inusuale, ma le sale di palazzo Europa non erano abbastanza capienti).
La nuova assemblea provinciale uscita dalla fase congressuale - ieri sera è stato anche eletto il nuovo presidente, il presidente del Consiglio comunale di Mirandola Andrea Venturini - si è così ritrovata ieri sera in via Ganaceto, ratificando così l’elezione del candidato unico alla segreteria, l'ex assessore di Castelnuovo (ed ex segretario a Vignola) Davide Fava. Tanti i dirigenti del partito che hanno partecipato, dai parlamentari Davide Baruffi, Giuditta Pini e Stefano Vaccari ai consiglieri regionali Luca Sabattini, Giuseppe Boschini e Luciana Serri, dal presidente ella Regione Stefano Bonaccini ai sindaci e assessori dei Comuni della provincia, a partire da Gian Carlo Muzzarelli. Commentando i preoccupanti dati sugli iscritti ribaditi poco prima dal suo predecessore Lucia Bursi - in provincia sono passati dagli oltre oltre 22mila del 2007 ai 6125 dell'anno scorso - Fava ha fatto notare che «i dati sono senz’altro negativi, ma vanno anche contestualizzati. Così, ho provato a paragonarli a quelli della Lega: ebbene, i cittadini che sono andati a votare Salvini al congresso sono poco più degli iscritti a Modena. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, non credo esistano dati sugli iscritti, ma tanti “mi piace” su Facebook». Il nuovo segretario provinciale non ha comunque negato i problemi di identità del partito: «Da tempo non parliamo delle nostre piattaforme valoriali - ha detto - e credo che ridefinire questi valori sia assolutamente fondamentale. Per ripartire, insomma, dobbiamo prima di tutto chiederci chi siamo». Quindi, la questione urbanistica e ambiente, che a Modena sta creando parecchi problemi alla giunta: «Per noi sono temi cruciali - ha ricordato Fava - ma non possiamo limitarci a dire di no. Dobbiamo cercare soluzioni che ci consentano di dare delle risposte, non possiamo limitarci a prendere atto del fatto che ci sono persone che non hanno un pieno diritto all’abitare».
Prima di lui aveva parlato il segretario uscente Lucia Bursi, che nel suo saluto ha ripercorso i quattro anni del suo mandato: «Nei suoi dieci anni di vita il partito ha lasciato per strada tre iscritti su quattro - ha detto - e due di questi tre li abbiamo persi proprio in questi ultimi quattro anni. E’ vero però che il lavoro che abbiamo fatto sul territorio è stato importante, e i primi da ringraziare sono i segretari di circolo. Il Partito democratico è andato anche incontro a una delle cose peggiori che possono capitare ad un partito, ovvero la scissione, ma abbiamo avuto l’orgoglio di portare avanti le feste, anche se non era affatto scontato che quella provinciale si sarebbe fatta, nel 2017». Quindi, per quando riguarda l’azione politica, l’ex segretario ha ricordato che «il Pd non è mai mancato quando c’era da lavorare sulle questioni importanti, ad esempio nelle iniziative contro il terrorismo».
La nuova assemblea provinciale uscita dalla fase congressuale - ieri sera è stato anche eletto il nuovo presidente, il presidente del Consiglio comunale di Mirandola Andrea Venturini - si è così ritrovata ieri sera in via Ganaceto, ratificando così l’elezione del candidato unico alla segreteria, l'ex assessore di Castelnuovo (ed ex segretario a Vignola) Davide Fava. Tanti i dirigenti del partito che hanno partecipato, dai parlamentari Davide Baruffi, Giuditta Pini e Stefano Vaccari ai consiglieri regionali Luca Sabattini, Giuseppe Boschini e Luciana Serri, dal presidente ella Regione Stefano Bonaccini ai sindaci e assessori dei Comuni della provincia, a partire da Gian Carlo Muzzarelli. Commentando i preoccupanti dati sugli iscritti ribaditi poco prima dal suo predecessore Lucia Bursi - in provincia sono passati dagli oltre oltre 22mila del 2007 ai 6125 dell'anno scorso - Fava ha fatto notare che «i dati sono senz’altro negativi, ma vanno anche contestualizzati. Così, ho provato a paragonarli a quelli della Lega: ebbene, i cittadini che sono andati a votare Salvini al congresso sono poco più degli iscritti a Modena. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, non credo esistano dati sugli iscritti, ma tanti “mi piace” su Facebook». Il nuovo segretario provinciale non ha comunque negato i problemi di identità del partito: «Da tempo non parliamo delle nostre piattaforme valoriali - ha detto - e credo che ridefinire questi valori sia assolutamente fondamentale. Per ripartire, insomma, dobbiamo prima di tutto chiederci chi siamo». Quindi, la questione urbanistica e ambiente, che a Modena sta creando parecchi problemi alla giunta: «Per noi sono temi cruciali - ha ricordato Fava - ma non possiamo limitarci a dire di no. Dobbiamo cercare soluzioni che ci consentano di dare delle risposte, non possiamo limitarci a prendere atto del fatto che ci sono persone che non hanno un pieno diritto all’abitare».
Prima di lui aveva parlato il segretario uscente Lucia Bursi, che nel suo saluto ha ripercorso i quattro anni del suo mandato: «Nei suoi dieci anni di vita il partito ha lasciato per strada tre iscritti su quattro - ha detto - e due di questi tre li abbiamo persi proprio in questi ultimi quattro anni. E’ vero però che il lavoro che abbiamo fatto sul territorio è stato importante, e i primi da ringraziare sono i segretari di circolo. Il Partito democratico è andato anche incontro a una delle cose peggiori che possono capitare ad un partito, ovvero la scissione, ma abbiamo avuto l’orgoglio di portare avanti le feste, anche se non era affatto scontato che quella provinciale si sarebbe fatta, nel 2017». Quindi, per quando riguarda l’azione politica, l’ex segretario ha ricordato che «il Pd non è mai mancato quando c’era da lavorare sulle questioni importanti, ad esempio nelle iniziative contro il terrorismo».
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