Gazzetta di Modena

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Graziella vuol far sentire sei anziani a Ca’ Nostra

di Valeria Cammarota
Graziella vuol far sentire sei anziani a Ca’ Nostra

L’ex edicolante sta per inaugurare una casa famiglia per autosufficienti Operatori professionali e pasti portati dai ragazzi dell’istituto Nazareno

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«Quella che mi accingo a intraprendere è una nuova avventura. Non mi manca il coraggio: mi sono reinventata molte volte nella vita». Graziella Spinelli, nella sua “seconda” vita, dal 2000 al 2008 ha gestito l'edicola dell’ospedale Ramazzini e, a seguire, in Piazza Garibaldi fino all'estate dello scorso anno. Oggi torna alla strada professionale che ha percorso per prima, quella che l'ha vista stare accanto agli anziani e alle persone bisognose di attenzioni. Inaugurerà, infatti, nei primi giorni di gennaio, la Casa Famiglia per Anziani "Ca' Nostra", un progetto che Graziella ama molto, anche e soprattutto perché nato da un affetto a lei molto caro. «Ho iniziato a pensarci un anno fa - racconta - quando cedetti la mia edicola per stare vicino a mio padre, che oggi ha 93 anni e ha bisogno di tutte le attenzioni che posso prestargli. Proprio l'amore che nutro per lui mi ha indirizzato in questa direzione oltre al fatto che, prima della mia attività di edicolante, per dieci anni ho svolto l'impiego di Osa, operatore socio assistenziale, impiego che allora ho dovuto abbandonare a causa di un infortunio».

Da semplice pensiero Ca' Nostra, non senza difficoltà, a poco a poco è divenuta una realtà che, a breve, sarà in grado di ospitare sei anziani autosufficienti o gravati da piccole problematiche all'interno di una villetta in via Donizetti: 130 metri quadrati al cui interno sono tre stanze da letto, ambienti comuni e bagni attrezzati con tutte le accortezze necessarie per agevolare i suoi ospiti. «Avrei potuto arredare gli interni in modo differente rispetto a come li ho trovati - continua Graziella - Invece ho deciso di mantenerli così com'erano: vecchio stile, famigliari, proprio per dare un maggiore senso di calore. Gli anziani vivranno lì ogni loro giornata, dunque quella sarà la loro casa: il mio desiderio è che diventi una famiglia allargata». Una famiglia con cui Graziella trascorrerà la maggior parte delle sue giornate, coadiuvata da operatori professionali - infermieri Oss e Osa - e dai ragazzi dell'istituto Nazareno, che prepareranno i pasti giornalmente, esclusi i fine settimana. «Sarà bello, il sabato e la domenica, coinvolgere gli anziani nelle attività domestiche, come fosse casa loro - spiega - Un piatto da asciugare, la preparazione di un sugo.. sono cose che faranno loro bene». Nel suo progetto, Graziella sarà accompagnata anche dal padre che, accanto a lei, vivrà questa nuova avventura.

«Faccio questo per lui - conclude - Non voglio abbandonarlo e capisco, proprio per questo, le difficoltà che ognuno di noi vive in famiglia quando ha un anziano al suo fianco da accudire. Poi, in fin dei conti, torno al mio primo amore: mi è sempre piaciuto aiutare gli altri, in particolare gli anziani, nei quali rivedo il mio genitore, cui vorrei restituire tanto di quello che mi ha dato».

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