Le insegnanti: «Non toccate le Cittadella»
Lettera delle maestre sul caso dell’unica figlia di genitori italiani in classe: «Da noi si fa integrazione»
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Il polverone che si è sollevato attorno alle scuole Cittadella non ha fatto irrigidire solo i genitori che credono in quella scuola, ma anche gli insegnanti.
Il caso è scoppiato qualche giorno fa, quando una mamma ha deciso di porre all’attenzione pubblica la situazione che stava vivendo: sua figlia era l’unica figlia di genitori italiani in una classe di venti alunni. Da lì la richiesta, poi accordata dal dirigente scolastico provinciale, di cambiare scuola alla figlia.
Contemporaneamente c’è stata una levata di scudi sul caso in merito all’opportunità della composizione della classe. E le scuole Cittadella sono finite nell’occhio del ciclone. I genitori hanno difeso il buon lavoro della scuola, ieri è arrivata anche la lettera degli insegnanti: «Le Cittadella sono scuole della città di Modena al pari di tutte le altre - scrivono gli insegnanti - con il valore aggiunto che costantemente si realizza una riflessione sul vivere insieme a partire dalle differenze. Scuole etichettate come “difficili”, “problematiche” o peggio di “frontiera” o di “trincea”, terminologia che ricorda il linguaggio militare pertanto nulla di più lontano dalle istituzioni formative come le scuole, non ci rispecchiano. Al contrario, ci rispecchiano e ci appartengono scuole dove la complessità è un elemento caratterizzante, stimolante e non limitante. Come lavoratori dello Stato, gli insegnanti sono garanti del rispetto e della promozione della Costituzione Italiana e ad essa si ispirano quotidianamente nel loro lavoro».
Le insegnanti lanciano un messaggio chiaro: «Prendiamo con forza le distanze da chi sta tentando di fare oggetto di bieca strumentalizzazione le nostre scuole e soprattutto i nostri bambini. In Italia solo un quinto delle scuole non è coinvolto in processi multiculturali, quindi è chiaro a tutti che questo è il futuro del nostro Paese. Al di là dello ius soli o culturae i bambini con i quali lavoriamo rappresentano la nuova generazione italiana e noi continueremo a contribuire con orgoglio, con passione e con professionalità alla loro formazione». Ieri sera il conssiglio comunale ha trattato l’argomento dove Forza Italia ha parlato di «discriminazione al contrario».
Il caso è scoppiato qualche giorno fa, quando una mamma ha deciso di porre all’attenzione pubblica la situazione che stava vivendo: sua figlia era l’unica figlia di genitori italiani in una classe di venti alunni. Da lì la richiesta, poi accordata dal dirigente scolastico provinciale, di cambiare scuola alla figlia.
Contemporaneamente c’è stata una levata di scudi sul caso in merito all’opportunità della composizione della classe. E le scuole Cittadella sono finite nell’occhio del ciclone. I genitori hanno difeso il buon lavoro della scuola, ieri è arrivata anche la lettera degli insegnanti: «Le Cittadella sono scuole della città di Modena al pari di tutte le altre - scrivono gli insegnanti - con il valore aggiunto che costantemente si realizza una riflessione sul vivere insieme a partire dalle differenze. Scuole etichettate come “difficili”, “problematiche” o peggio di “frontiera” o di “trincea”, terminologia che ricorda il linguaggio militare pertanto nulla di più lontano dalle istituzioni formative come le scuole, non ci rispecchiano. Al contrario, ci rispecchiano e ci appartengono scuole dove la complessità è un elemento caratterizzante, stimolante e non limitante. Come lavoratori dello Stato, gli insegnanti sono garanti del rispetto e della promozione della Costituzione Italiana e ad essa si ispirano quotidianamente nel loro lavoro».
Le insegnanti lanciano un messaggio chiaro: «Prendiamo con forza le distanze da chi sta tentando di fare oggetto di bieca strumentalizzazione le nostre scuole e soprattutto i nostri bambini. In Italia solo un quinto delle scuole non è coinvolto in processi multiculturali, quindi è chiaro a tutti che questo è il futuro del nostro Paese. Al di là dello ius soli o culturae i bambini con i quali lavoriamo rappresentano la nuova generazione italiana e noi continueremo a contribuire con orgoglio, con passione e con professionalità alla loro formazione». Ieri sera il conssiglio comunale ha trattato l’argomento dove Forza Italia ha parlato di «discriminazione al contrario».
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