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Via Milano, migranti ospiti nell’ex asilo fino al 31 dicembre

Via Milano, migranti ospiti nell’ex asilo fino al 31 dicembre

L’edificio di via Milano, un ex asilo di proprietà della Diocesi, è stato utilizzato dalla Prefettura per ospitare 54 richiedenti asilo nel maggio scorso in un momento di emergenza e in mancanza di...

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L’edificio di via Milano, un ex asilo di proprietà della Diocesi, è stato utilizzato dalla Prefettura per ospitare 54 richiedenti asilo nel maggio scorso in un momento di emergenza e in mancanza di altre “soluzioni di pronta disposizione”. Lo ha precisato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli in consiglio comunale, in risposta all’interrogazione presentata dai consiglieri del Pd Federica Di Padova e Tommaso Fasano, sottolineando come prima la Prefettura abbia «accertato le condizioni di agibilità e igiene» dello stabile.

Il sindaco ha ricordato che la soluzione adottata dalla Prefettura aveva carattere di temporaneità e prevedeva il “progressivo trasferimento degli ospiti in appartamenti, secondo il criterio dell’accoglienza diffusa adottato in questa provincia”. A causa delle difficoltà nel reperimento di alloggi «i trasferimenti sono stati graduali – ha aggiungo Muzzarelli - e il provvedimento prefettizio di deroga temporanea alla destinazione d’uso dell’edificio è stato prolungato al 31 dicembre».

Il sindaco ha spiegato che l’Amministrazione comunale non è stata immediatamente coinvolta nella gestione dell’arrivo dei richiedenti asilo, «ma da subito si è adoperata per verificare che tale presenza non minasse la coesione sociale del quartiere. L’interlocuzione con la Prefettura è stata intensa e ha contribuito a definire i tempi di permanenza in via Milano e a favorire i percorsi in uscita». Il Comune, inoltre, allo scopo di continuare e consolidare modelli di accoglienza diffusa, si è adoperato con la Prefettura “per diffondere a livello provinciale la presenza dei profughi e richiedenti asilo».

Per quanto riguarda i numeri, sono 918 i migranti gestiti tramite i Cas, Centri Straordinari di Accoglienza di pertinenza della Prefettura, superando quindi il limite previsto al 2,5 per mille anche se, ha osservato Urbelli «il Comune di Modena ha in tal modo in parte sopperito in chiave solidaristica alle quote previste per aree della Provincia maggiormente in difficoltà nel reperite alloggi, come quelle del Cratere». Altri 60 migranti sono invece inseriti nel progetto Sprar interamente gestito dal Comune di Modena utilizzando 14 appartamenti diffusi sul territorio comunale e con attività affidate, attraverso procedura di gara aperta, al Consorzio di Solidarietà Sociale di Modena. Sono infine 16 i ragazzi e giovani adulti accolti in famiglie affidatarie attraverso WelcHome, con «livello di integrazione linguistica, scolastica, lavorativa molto alto e costi per la collettività pari a 1/8 rispetto alle tradizionali risposte comunitarie».

Nel secondo semestre del 2016 a Modena sono stati quasi 200 i rifugiati coinvolti in attività di volontariato per la città presso associazioni sportive, cura del verde e del territorio e volontariato sociale. Durante l’estate in diversi hanno contribuito alla tinteggiatura delle classi delle scuole Paoli e dei 3 plessi scolastici del Comprensivo 2. Il prossimo passo sarà la pulizia settimanale di aree particolari della città attraverso un progetto specifico, a partire dalla zona dell’ex Macello.

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