L’abbraccio di Pavarotti a chi passa per Modena
di Stefano Luppi
Suggestiva cerimonia per l’inaugurazione della statua dedicata al tenorissimo Commosse Nicoletta e le figlie Giuliana e Cristina, applausi dai tanti modenesi
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Ora il teatro comunale è davvero il tempio di uno dei maggiori cantanti d’opera di ogni tempo, il tenore modenese Luciano Pavarotti.
A certificarlo è stata ieri sera la collocazione della statua raffigurante un altissimo e sorridente Big Luciano che il comune di Pietrasanta (Toscana) ha voluto regalare ai modenesi. «Siamo felicissime ed emozionate, così ci si ricorderà sempre di lui» spiegavano ieri Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano e le figlie del Maestro Giuliana e Cristina.
Davanti alla statua, realizzata dall’artista toscano Stefano Pierotti con i fonditori di Pietrasanta celebri in tutto il mondo, mentre cantava la storica Corale Rossini, c’erano infatti entrambe le “anime” della famiglia del tenore scomparso dieci anni fa: a togliere il telone rosso che ricopriva la statua in bronzo collocata all’angolo tra corso Canalgrande e via Goldoni sono state dunque le due figlie di Pavarotti Cristina e Giuliana al fianco di Nicoletta.
Tutta la famiglia Pavarotti - insieme a volti noti come gli “amici della briscola” di Luciano, la famiglia Pavironica, Raina Kabaivanska oltre al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e all’ex primo cittadino di Pietrasanta Massimo Mallegni - non a caso ha voluto fortemente che si arrivasse a celebrare il Maestro con una scultura. Modena si è allora incaricata dei costi di trasporto e collocamento - 20mila euro compreso il basamento che porta il capo di Pavarotti a 2,5 metri di altezza - dopo che sindaco e vicesindaco Gianpietro Cavazza si erano recati a Pietrasanta per discutere dei particolari.
Una volta deciso le fattezze del regalo toscano e la posizione (c’è stato anche bisogno dell’ok temporaneo della Soprintendenza) l’iter che si è concluso ieri si è messo in moto. Ma come è raffigurato Pavarotti sotto il portico del Comunale, con il viso rivolto verso la biblioteca Delfini e l’immancabile “fazzolettone” in mano? Pierotti ha optato per una raffigurazione classica, con il tenore a braccia aperte nella consueta posa che assumeva quando cantava nei più celebri teatri del mondo. Del resto l’abito e il fazzoletto erano i medesimi che Pavarotti aveva quando al suo fianco apparivano, negli anni ’90, per i celebri duetti cantanti del calibro di Liza Minelli, Bono Vox o Zucchero. Sul palco Nicoletta Mantovani era emozionatissima: «L’idea di Mallegni che Muzzarelli con mentalità aperta ha subito accolto ha portato a questo risultato che rappresenta Luciano, una persona che amava unire. Modena è stata una porta aperta per arrivare a questo risultato».
«Questa serata - hanno spiegato davanti al teatro il sindaco Muzzarelli (Pd) e Mallegni (Fi, ex sindaco dimissionario in vista di una candidatura elettorale,perché ora c’è il commissario prefettizio Giuseppe Priolo) - resterà negli annali per il gioco di sponda che ha portato a inserire ancora di più Pavarotti nel tessuto cittadino. Abbiamo collaborato, a Modena e a Pietrasanta con la famiglia e i fonditori che sono tra i migliori al mondo. Del resto anche a Modena ci sono molti artisti noti quindi Modena e Pietrasanta non hanno fatto fatica a comprendersi e dare vita alla sinergia anche grazie al vicesindaco Cavazza». Per l’artista Pierotti, già autore di statue commemorative di Senna e di papa Giovanni Paolo II, non è stato semplice ideare l’opera poi realizzata insieme all'associazione Artigianart-Pietrasanta (Da Prato, Mariani e Versiliese) della cittadina famosa per essere dimora estiva di molti artisti internazionali. «Complicato realizzarla - dice Pierotti - perché è stato un personaggio importante: ho puntato sulla sua caratteristica fisica più nota, oltre alla voce ovviamente, ossia il sorriso. La preparazione è stata lunga, ma poi la sua realizzazione e la fusione sono state realizzate in pochi mesi. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo».
A certificarlo è stata ieri sera la collocazione della statua raffigurante un altissimo e sorridente Big Luciano che il comune di Pietrasanta (Toscana) ha voluto regalare ai modenesi. «Siamo felicissime ed emozionate, così ci si ricorderà sempre di lui» spiegavano ieri Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano e le figlie del Maestro Giuliana e Cristina.
Davanti alla statua, realizzata dall’artista toscano Stefano Pierotti con i fonditori di Pietrasanta celebri in tutto il mondo, mentre cantava la storica Corale Rossini, c’erano infatti entrambe le “anime” della famiglia del tenore scomparso dieci anni fa: a togliere il telone rosso che ricopriva la statua in bronzo collocata all’angolo tra corso Canalgrande e via Goldoni sono state dunque le due figlie di Pavarotti Cristina e Giuliana al fianco di Nicoletta.
Tutta la famiglia Pavarotti - insieme a volti noti come gli “amici della briscola” di Luciano, la famiglia Pavironica, Raina Kabaivanska oltre al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e all’ex primo cittadino di Pietrasanta Massimo Mallegni - non a caso ha voluto fortemente che si arrivasse a celebrare il Maestro con una scultura. Modena si è allora incaricata dei costi di trasporto e collocamento - 20mila euro compreso il basamento che porta il capo di Pavarotti a 2,5 metri di altezza - dopo che sindaco e vicesindaco Gianpietro Cavazza si erano recati a Pietrasanta per discutere dei particolari.
Una volta deciso le fattezze del regalo toscano e la posizione (c’è stato anche bisogno dell’ok temporaneo della Soprintendenza) l’iter che si è concluso ieri si è messo in moto. Ma come è raffigurato Pavarotti sotto il portico del Comunale, con il viso rivolto verso la biblioteca Delfini e l’immancabile “fazzolettone” in mano? Pierotti ha optato per una raffigurazione classica, con il tenore a braccia aperte nella consueta posa che assumeva quando cantava nei più celebri teatri del mondo. Del resto l’abito e il fazzoletto erano i medesimi che Pavarotti aveva quando al suo fianco apparivano, negli anni ’90, per i celebri duetti cantanti del calibro di Liza Minelli, Bono Vox o Zucchero. Sul palco Nicoletta Mantovani era emozionatissima: «L’idea di Mallegni che Muzzarelli con mentalità aperta ha subito accolto ha portato a questo risultato che rappresenta Luciano, una persona che amava unire. Modena è stata una porta aperta per arrivare a questo risultato».
«Questa serata - hanno spiegato davanti al teatro il sindaco Muzzarelli (Pd) e Mallegni (Fi, ex sindaco dimissionario in vista di una candidatura elettorale,perché ora c’è il commissario prefettizio Giuseppe Priolo) - resterà negli annali per il gioco di sponda che ha portato a inserire ancora di più Pavarotti nel tessuto cittadino. Abbiamo collaborato, a Modena e a Pietrasanta con la famiglia e i fonditori che sono tra i migliori al mondo. Del resto anche a Modena ci sono molti artisti noti quindi Modena e Pietrasanta non hanno fatto fatica a comprendersi e dare vita alla sinergia anche grazie al vicesindaco Cavazza». Per l’artista Pierotti, già autore di statue commemorative di Senna e di papa Giovanni Paolo II, non è stato semplice ideare l’opera poi realizzata insieme all'associazione Artigianart-Pietrasanta (Da Prato, Mariani e Versiliese) della cittadina famosa per essere dimora estiva di molti artisti internazionali. «Complicato realizzarla - dice Pierotti - perché è stato un personaggio importante: ho puntato sulla sua caratteristica fisica più nota, oltre alla voce ovviamente, ossia il sorriso. La preparazione è stata lunga, ma poi la sua realizzazione e la fusione sono state realizzate in pochi mesi. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo».
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