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«Scuola, genitori all’uscita? A Modena decidono i singoli istituti»

di Luca Gardinale
«Scuola, genitori all’uscita? A Modena decidono i singoli istituti»

Dopo l’ennesimo rilancio del ministro Fedeli, parla il dirigente Silvia Menabue: «Riguarda l’autonomia scolastica». Intanto su internet si scatena la polemica

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Genitori modenesi pronti a riorganizzare la giornata lavorativa per andare a prendere i figli a scuola? Per ora no, o almeno non ovunque, dal momento che saranno i singoli istituti a decidere come comportarsi. Il caso è nato nei giorni scorsi, dopo le parole del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli in seguito alla sentenza della Cassazione, che ha condannato una scuola e il Miur per la morte di un ragazzino avvenuta quindici anni fa fuori dal perimetro scolastico: «Se i vostri figli vanno alle medie - ha detto il ministro - dovete andare a prenderli a scuola. Questa è la legge: credo che anche i genitori debbano esserne consapevoli. Le scelte dei presidi sono collegate a leggi dello Stato italiano». In sostanza, la norma in questione obbliga gli under 14 ad aspettare qualcuno fuori da scuola: «Se si vuole innovare l’ordinamento su questo tema occorre farlo in Parlamento - ha aggiunto il ministro dopo le proteste dei genitori - introducendo una norma di legge che, a certe condizioni, dia alle famiglie la possibilità di firmare liberatorie che sollevino da ogni responsabilità giuridica, anche penale, dirigenti e personale scolastico al termine dell’orario di lezione». Ma fino a quando questa riforma non arriverà, secondo il ministro tutti gli under 14 dovranno essere “prelevati” davanti alla scuola e portati a casa, magari organizzandosi in modo che i genitori dei ragazzi di una stessa classe si alternino. Ma come si stanno riorganizzando le scuole modenesi alla luce delle parole della Fedeli? «La decisione non spetta all’Ufficio scolastico provinciale - spiega la dirigente Silvia Menabue - ma saranno i singoli dirigenti e i consigli di istituto a scegliere come comportarsi». Per il momento, dunque, nessuna rivoluzione, anche se la perentorietà delle dichiarazioni del ministro (e la sentenza della Cassazione) porteranno comunque i dirigenti a prendere sul serio la questione. Nel frattempo, i genitori modenesi non sembrano aver gradito - per usare un eufemismo - le parole della titolare del ministero, come emerge dai commenti alla notizia postati sulla pagina Facebook della Gazzetta: «Io e mio marito facciamo i turni - scrive arrabbiata una mamma - e alle 13 è impossibile essere liberi. Ma tanto lei che ne sa dei sacrifici che fa una famiglia…». «Potrei anche essere d’accordo - scrive un’altra utente - ma vorrei che lei mi spiegasse come faccio a dire al mio datore di lavoro che devo assentarmi per andare a prendere mio figlio a scuola. Magari finirebbe per non rinnovarmi il contratto…». «E mentre i pargoli aspettano davanti alle scuole - commenta un’altra mamma - mentre i genitori sono tutti incolonnati, i ragazzi sono assediati dagli spacciatori». E tra un insulto al ministro e l’altro, c’è anche chi pensa all’inquinamento nelle città: «Con i blocchi del traffico - fa notare un utente - questo obbligo peggiorerà la situazione smog e metterà diversi genitori a rischio multa».

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