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Snals contro i corsi di formazione «Non c’è nessun minimo di ore»

di Vincenzo Brancatisano
Snals contro i corsi di formazione «Non c’è nessun minimo di ore»

Scuola, pesante presa di posizione dello Snals di Modena contro i corsi di formazione a carico dei docenti di ruolo. Secondo il sindacato modenese i corsi, introdotti dalla Legge 107 e ai quali...

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Scuola, pesante presa di posizione dello Snals di Modena contro i corsi di formazione a carico dei docenti di ruolo. Secondo il sindacato modenese i corsi, introdotti dalla Legge 107 e ai quali migliaia di insegnanti stanno partecipando in massa da mesi nel proprio tempo libero spesso storcendo il naso, non sarebbero obbligatori a differenza di quanto si pensa, né i collegi dei docenti sono tenuti a quantificarne le ore annuali. La formazione è oggetto di contrattazione e chi li sta facendo gratis secondo il sindacato sta sbagliando. I fatti. Secondo una diffusa convinzione i prof sarebbero obbligati a svolgere e a documentare ben 125 ore di formazione in un triennio e i collegi dei docenti avrebbero comunque l’obbligo di istituire moduli di almeno 25 ore di formazione. Del resto quasi tutte le professioni impongono la formazione continua ai propri iscritti, quindi non si vede perché i docenti non dovrebbero aggiornarsi. Ma la normativa scolastica non è chiara sulla loro obbligatorietà, nè sulla quantificazione delle ore e nemmeno sono previste sanzioni. La materia è di competenza contrattuale e il contratti collettivo, scaduto da dieci anni, tace sul punto. Peraltro, il nuovo contratto è al palo. Per ora, denuncia lo Snals, che ha chiamato a raccolta in un’assemblea gli insegnanti, si intuisce che «il contratto che ci apprestiamo a fare introdurrà dei pericoli. Per il personale non docente ci sono già incombenze in più con il taglio del personale e nemmeno con gli insegnanti assenti spesso si procede alle sostituzioni specie nelle scuole dell’infanzia, non garantendo la soddisfazione dell'offerta formativa. Noi diciamo che o si riconosce il valore aggiuntivo di quel che si fa o si assume nuovo personale”. E quanto alle 125 ore di aggiornamento? «Non esistono», ha tagliato corto il segretario provinciale Gianni Fontana. «Una bozza di circolare diceva che ai sensi della legge 107 ci sono 125 ore di formazione da svolgere nel triennio. Allora abbiamo mandato il conto al Miur con tre miliardi di euro, da qui un’altra circolare che stabilisce che non c’è nessun vincolo di ore». E i collegi dei docenti che invece stanno deliberandole ore su ore di formazione da fare? «I collegi votano in base alla propria esigenza ma non hanno nessun obbligo di stabilire un minimo di ore». Ma in Emilia Romagna è uscita una circolare del Dirigente regionale Versari. «E’ di sette pagine – precisa Fontana – dice che è opportuno procedere per unità formative di 25 ore, ma ciò non corrisponde alla realtà. Noi consigliamo di non deliberare nulla. Queste incombenze devono essere messe nel contratto collettivo, si tratta di soldi». Poi la stoccata. «Sapete cosa c’è dietro la formazione obbligatoria?», si chiede Fontana. «Che se avete bisogno di essere formati, vuol dire che professionalmente non valete nulla. Può essere vero? I prof da sempre si stanno formando e voi lo sapete». In buona sostanza la formazione obbligatoria, obbligatoria non è. Quanto meno sul piano quantitativo. Punto primo. «Punto secondo - aggiunge Ornella Villano, responsabile per Modena dello Snals, - nei collegi il dirigente può proporre dei corsi ma non può imporli e può proporli purché siano coerenti con il piano dell’offerta formativa e siano condotti da enti accreditati. Ma se non è interessato ai corsi, il docente non è obbligato a parteciparvi e farebbe bene a farlo mettere a verbale». Infine l’invito a non lamentarsi tardivamente e a stare attenti a cosa si delibera. «Se gli organi funzionano bene e se tutti siete partecipi – chiude Villano – le cose andranno meglio. Invece capita che qualcuno durante i collegi si corregga le verifiche o non veda l'ora di tornarsene a casa”.



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