«Tutti e tre colpevoli, e dicono il falso»
Stanze troppo pulite, la scena del crimine troppo in ordine, come a ricostruire la scena di una banale caduta. E per lasciare così l’abitazione di Mirella Ansaloni è evidente che devono avere provato...
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Stanze troppo pulite, la scena del crimine troppo in ordine, come a ricostruire la scena di una banale caduta. E per lasciare così l’abitazione di Mirella Ansaloni è evidente che devono avere provato a sistemarla in tre. Non il solo Samir Rida, il 22enne che davanti al giudice che lo interrogava si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Insomma, dei bugiardi che provano a sfuggire alle loro responsabilità: Ayoub Lamsid, l’ex vicino di casa, a raccontare che faceva solo da palo all’esterno, mentre probabilmente in strada c’era prima per aprire la strada ai colleghi, e poi quando la situazione è precipitata, per coprire la fuga ai complici. Così come Hamza Driouch, che stava rapinando la donna, rovistando al piano superiore, e non può certo avere lasciato tutto in ordine, il contrario di quello che fanno i ladri, tanto che del gioiello mancante nel cassetto in un primo momento non si è accorto nessuno. E poi non è credibile che il 19enne finalese abbia sentito dei tonfi, sia sceso in fretta senza vedere il cadavere della donna a terra e si sia accontentato della dichiarazione di Rida, sul fatto che fosse solo svenuta. Senza mai porsi il problema, finchè non si è ritrovato, tre settimane dopo, i carabinieri a casa.
Sono un po’ queste le motivazioni dell’ordinanza di 16 pagine firmata dal dottor Andrea Romito, giudice delle indagini preliminari, dopo gli interrogatori di giovedì in carcere: arresto convalidato e misura cautelare in carcere per tutti e tre. L’ordinanza ripercorre le indagini che hanno portato alla individuazione di Ayoub, le intercettazioni tra gli indagati, in particolare quella imbarazzante in cui Ayoub tentava di convincere il fratello minore ad accollarsi la responsabilità: «Io rischio 30 anni, a te che sei minore non faranno niente. Non avrai mica paura?». Infine le conclusioni del giudice, contro cui le difese ora annunciano ricorso al Tribunale della Libertà. (ase)
Insomma, dei bugiardi che provano a sfuggire alle loro responsabilità: Ayoub Lamsid, l’ex vicino di casa, a raccontare che faceva solo da palo all’esterno, mentre probabilmente in strada c’era prima per aprire la strada ai colleghi, e poi quando la situazione è precipitata, per coprire la fuga ai complici. Così come Hamza Driouch, che stava rapinando la donna, rovistando al piano superiore, e non può certo avere lasciato tutto in ordine, il contrario di quello che fanno i ladri, tanto che del gioiello mancante nel cassetto in un primo momento non si è accorto nessuno. E poi non è credibile che il 19enne finalese abbia sentito dei tonfi, sia sceso in fretta senza vedere il cadavere della donna a terra e si sia accontentato della dichiarazione di Rida, sul fatto che fosse solo svenuta. Senza mai porsi il problema, finchè non si è ritrovato, tre settimane dopo, i carabinieri a casa.
Sono un po’ queste le motivazioni dell’ordinanza di 16 pagine firmata dal dottor Andrea Romito, giudice delle indagini preliminari, dopo gli interrogatori di giovedì in carcere: arresto convalidato e misura cautelare in carcere per tutti e tre. L’ordinanza ripercorre le indagini che hanno portato alla individuazione di Ayoub, le intercettazioni tra gli indagati, in particolare quella imbarazzante in cui Ayoub tentava di convincere il fratello minore ad accollarsi la responsabilità: «Io rischio 30 anni, a te che sei minore non faranno niente. Non avrai mica paura?». Infine le conclusioni del giudice, contro cui le difese ora annunciano ricorso al Tribunale della Libertà. (ase)
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