la polemica sul polo logistico
«Vaciglio e Gls, Muzzarelli offende comitato e residenti»
di Luca Gardinale
Rottura totale tra il comitato “Mobastacemento” e il primo cittadino sul caso Gls: se sulle case di Vaciglio il dialogo non era mancato, la nuova iniziativa del comitato - che per il 5 novembre ha...
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Rottura totale tra il comitato “Mobastacemento” e il primo cittadino sul caso Gls: se sulle case di Vaciglio il dialogo non era mancato, la nuova iniziativa del comitato - che per il 5 novembre ha organizzato una camminata contro il polo logistico che nascerà tra via del Mercato e via Massarenti - ha mandato su tutte le furie il sindaco Muzzarelli, che ieri ha attaccato duramente il comitato.
«Siamo meravigliati e sorpresi per la risposta del sindaco - replica oggi “Mobastacemento” - segno che ciò che abbiamo espresso comincia a fare breccia anche nelle mura più alte della città. Il percorso iniziato con la protesta per il nuovo comparto abitativo Morane-Vaciglio non vuole essere un rifiuto all’accoglienza di nuovi modenesi o alla pianificazione urbanistica - scrive il comitato - ma un invito a studiare una strada alternativa alla cementificazione di un suolo vergine. Il nostro “no”, le nostre “proteste”, non sono “a tutto”, incondizionatamente: diciamo no a quei progetti che potrebbero essere attuati ponendo al centro la salute e l’ambiente e che invece vanno in direzione opposta. Sul nuovo polo logistico Gls forse il sindaco ha male interpretato il nostro obiettivo - incalza il comitato - non abbiamo mai chiesto (né chiediamo) che non venga concesso all’azienda di implementare il suo stabilimento. Ci stiamo battendo per evitare un continuo e spropositato consumo di suolo che danneggia non solo il territorio ma anche e soprattutto la nostra salute e quella dei nostri figli. Inutile nascondersi dietro la frase “terreno non classificato a verde”: di fronte a centinaia di cittadini e a politiche europee che spingono l’intera Ue a non consumare più suolo, qui ci si nasconde dietro un dito. Non è zona classificata a verde? Sicuramente, ma lo può sempre diventare. E lo deve diventare nella misura in cui non sia una mera compensazione per aver martoriato un’altra zona verde della città con altro cemento, per cui oggi non crediamo nemmeno a una virgola della tanto acclamata “barriera verde e forestazione senza precedenti”. Il modello di città che si sta inseguendo è distante anni luce da quello che chiediamo - continuano gli organizzatori della camminata - non solo noi come comitato, ma anche i quasi 1800 cittadini che ci sostengono, e rispetto ai quali non abbiamo mai praticato alcun metodo coercitivo che li obbligasse ad aderire al nostro percorso. Per questo motivo riteniamo offensivo che si parli di un comitato che non rappresenta i cittadini, perché così facendo si mette a tacere ancora una volta la loro voce».
«Non siamo “rivoluzionari davanti a casa nostra”, tanto più che alcuni di noi non abitano nemmeno in città, ma se l’accezione vuole essere negativa per stroncare le nostre richieste, allora sì, siamo rivoluzionari, anzi, partigiani, perché non vogliamo rimanere indifferenti di fronte a quello che succede a Modena».
«Siamo meravigliati e sorpresi per la risposta del sindaco - replica oggi “Mobastacemento” - segno che ciò che abbiamo espresso comincia a fare breccia anche nelle mura più alte della città. Il percorso iniziato con la protesta per il nuovo comparto abitativo Morane-Vaciglio non vuole essere un rifiuto all’accoglienza di nuovi modenesi o alla pianificazione urbanistica - scrive il comitato - ma un invito a studiare una strada alternativa alla cementificazione di un suolo vergine. Il nostro “no”, le nostre “proteste”, non sono “a tutto”, incondizionatamente: diciamo no a quei progetti che potrebbero essere attuati ponendo al centro la salute e l’ambiente e che invece vanno in direzione opposta. Sul nuovo polo logistico Gls forse il sindaco ha male interpretato il nostro obiettivo - incalza il comitato - non abbiamo mai chiesto (né chiediamo) che non venga concesso all’azienda di implementare il suo stabilimento. Ci stiamo battendo per evitare un continuo e spropositato consumo di suolo che danneggia non solo il territorio ma anche e soprattutto la nostra salute e quella dei nostri figli. Inutile nascondersi dietro la frase “terreno non classificato a verde”: di fronte a centinaia di cittadini e a politiche europee che spingono l’intera Ue a non consumare più suolo, qui ci si nasconde dietro un dito. Non è zona classificata a verde? Sicuramente, ma lo può sempre diventare. E lo deve diventare nella misura in cui non sia una mera compensazione per aver martoriato un’altra zona verde della città con altro cemento, per cui oggi non crediamo nemmeno a una virgola della tanto acclamata “barriera verde e forestazione senza precedenti”. Il modello di città che si sta inseguendo è distante anni luce da quello che chiediamo - continuano gli organizzatori della camminata - non solo noi come comitato, ma anche i quasi 1800 cittadini che ci sostengono, e rispetto ai quali non abbiamo mai praticato alcun metodo coercitivo che li obbligasse ad aderire al nostro percorso. Per questo motivo riteniamo offensivo che si parli di un comitato che non rappresenta i cittadini, perché così facendo si mette a tacere ancora una volta la loro voce».
«Non siamo “rivoluzionari davanti a casa nostra”, tanto più che alcuni di noi non abitano nemmeno in città, ma se l’accezione vuole essere negativa per stroncare le nostre richieste, allora sì, siamo rivoluzionari, anzi, partigiani, perché non vogliamo rimanere indifferenti di fronte a quello che succede a Modena».
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