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Dalle ceneri del Direzionale rinasce corte Villa Franca

Dalle ceneri del Direzionale rinasce corte Villa Franca

Medolla. Abbattuto il centro uffici e commerciale lesionato dal sisma del 2012 Il nuovo edificio da 9,5 milioni di euro sarà sicuro e rispetterà la tradizione

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MEDOLLA. «È stata una grande sfida». Marco Rebecchi pronuncia questa frase con sollievo, ma con lo spirito di chi è consapevole che davanti c’è ancora un lungo tragitto da percorrere, anche se la parte più dura e in salita - fuor di metafora quella prettamente burocratica - è ormai alle spalle. Lui è il titolare di Serteco, nota azienda edile di Medolla, e la sfida di cui parla è l’abbattimento e la ricostruzione di quello che era il Direzionale 110 e rinascerà a nuova vita come Villa Franca.

L’edificio, in cui la stessa Serteco aveva la sede, era stato irrimediabilmente lesionato dal sisma: «Lo ricostruiremo per garantire il massimo della sicurezza - spiega Rebecchi -. Non ci siamo accontentati di fare un miglioramento sismico, anche perché i danni erano enormi e quindi siamo stati indotti a scegliere la strada dell’abbattimento. La scommessa e la fatica più grande è stata tenere coesa la squadra composta dai progettisti e dai 18 condomini proprietari, tra cui privati, leasing, banche e imprese. Soprattutto tenendo conto che il nuovo progetto ha ridistribuito gli spazi: la metratura sarà la stessa per tutti, ma l’architettura del tutto diversa».

Il nuovo edificio (3600 metri quadri destinati alle attività, 2400 per i parcheggi coperti) costituirà un taglio netto con il passato: Villa Franca è una corte chiusa, nel classico stile della Pianura Padana e che strizza l’occhio a La Cantina, sua dirimpettaia. Vi sarà uno specchio d’acqua nel cortile interno e un porticato che correrà tutto attorno. «Tutti si sono fidati dell’attività dei progettisti, anche grazie al lavoro di regia mio e di Confindustria. Siamo stati noi a gestire le problematiche con la Regione e le fasi interlocutorie su ordinanze che non prevedevano il nostro caso. Non posso esimermi da fare un elogio alla Regione, anche se ci è voluto tanto tempo: alla fine abbiamo trovato una soluzione. Il contributo è di 8 milioni di euro, somma che non copre interamente il costo dell’opera che è di 9,5. Ma l’ultimo passo l’ho fatto io e non per il profitto, ma per regalare a Medolla un nuovo edificio, bello e sicuro, che contribuirà a migliorare il territorio».

Ora il lato pratico: «La prossima scommessa è finire i lavori di un progetto così grande (che non sarà prefabbricato, ma in opera, ndr): per questo faccio un appello alle istituzioni e agli enti di controllo sperando che siano solerti nella rendicontazione degli stadi intermedi. In teoria dovremmo finire entro giugno 2018, ma è impossibile farlo se la cambiale è arrivata da pochi mesi. Per questo chiedo uno sforzo a tutti, alla Regione e agli istituti di credito che mi supportano, in particolare - e li ringrazio - la Banca Popolare di San Felice». Le attività presenti a Villa Franca saranno le stesse del Direzionale: a partire da Serteco, Libra e Confindustria Area Nord., oltre a Serramenti B.C., Obm, Termoidraulica Prandini. Un altro pezzo di Bassa che riparte.

Giovanni Balugani

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