L'infanzia di Dj Luca Zanarini: "Giocavo con le rane poi In città incontrai... i dischi"
Il dj racconta la sua infanzia: da Solara al Picchio Verde e Modena park «Ci si sfidava tra quartieri con la cerbottana. Poi le gare in motorino»
Un’infanzia vissuta in campagna,a giocare con le rane che pensava di trovare in città. Quando si è trasferito a Modena, un po’ più grandicello, non ha più ascoltato il gracidio nel cortile di casa, ma ha scoperto giochi interessanti. Arrivando ai dischi, quell’oggetto adorato divenuto protagonista di una carriera come dj che dura ormai da decenni, ha attraversato i templi del divertimento durante la stagione d’oro delle discoteche e lo ha portato a esibirsi sul palco di Modena Park, durante il concerto epocale di Vasco, con il quale sta preparando un progetto.
Luca Zanarini è ancora un cult nel mondo della disco e della musica modenese.
«I primi anni della mia vita li ho trascorsi a Solara di Bomporto, dove ho vissuto fino a 7 anni. Ho fatto la prima elementare quando c’erano ancora penne e calamai sul tavolo - scherza il dj - Poi mi sono trasferito a Modena con i miei genitori. Ho iniziato a frequentare le Cavour che ora non ci sono più. Poi ho proseguito gli studi anche negli anni successivi all’ombra della Ghirlandina, al Barozzi. Dove non ho sostenuto l’esame di quinta, perché ero in giro per l’Italia con una cantante. Non ho fatto la maturità perché ero in tournée».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16049440:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16049440:1650041056/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Già da allora risultava chiara, quindi, la passione di Zanarini, l’argento vivo per la musica per la quale aveva già scelto di compiere dei sacrifici.
«Con alcuni compagni di classe sono rimasto amico perché abitavamo vicini - continua il dj - con altri capita spesso che ci si scambi un ciao veloce in giro per Modena».
Ritornando agli anni dell’infanzia, quando si è spostato da Solara a Modena, la famiglia di Luca ha scelto San Faustino come quartiere in cui vivere. «Avevo in mente tutto quello che avevo imparato a Solara - continua a raccontare Luca - Non appena ci siamo spostati a San Faustino c’era ancora il canale. Non ho più trovato le rane che mi facevano compagnia durante i pomeriggi spensierati nella Bassa. In compenso, anche se a Modena di rane ce n’erano poche, mi divertivo in tanti altri modi. Ad esempio, con gli amici scambiavamo le figurine. Poi fabbricavamo da soli le cerbottane e quando ho scoperto questo gioco si è scatenata una la battaglia tra quartieri. Prendevamo pezzi di plastica, tubi rotondi, e fabbricavamo dei cilindretti. Poi mettevamo dentro la pallina di carta: sembrava che nevicasse dall’intensità della competizione. Ci dividevamo in fazioni a seconda dei quartieri in cui vivevamo. Noi “combattevamo” contro la Sacca e la Madonnina. Non sempre si vinceva. Ma eravamo più numerosi. In palio non c’era nulla, soltanto l’orgoglio di vincere. A quei tempi iniziavano le rivalità per contenderci l’attenzione delle ragazze. E sfrecciavamo sul motorino. Allora avevamo il famoso “48”, che ormai non esiste neanche più».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16049441:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16049441:1650041056/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Zanarini gareggiava contro i cittadini degli altri quartieri anche sul motorino. «Ci divertivamo a vedere chi andava più veloce - ricorda Luca - Facevamo la gare dove c’è stato Modena park. Allora non c’era niente. Di notte andavano in scena le competizioni. Ci attrezzavamo con i motorini. Chi vinceva, anche in quel caso, non portava a casa niente».
Poi l’amore per la musica è diventato più di una passione.
«Fin da giovanissimo sono sempre andato a “metter su” i dischi tra una pausa e l’altra fra i quattro lenti e i quattro shake. Ho iniziato al Kilt via Fontanelli, a Modena, detto anche la Casa del giovane, poi al Charlie Max». Da lì il percorso è stato in continua ascesa, per approdare ad altre discoteche storiche, luoghi simbolo della movida modenese, come il Picchio Rosso senza interrompere mai la sua attività in consolle.
Ancora oggi, non solo nelle serate revival ma anche in quelle dove ci si vuole scatenare al ritmo di una serata danzante si chiama per selezionare la musica Luca Zanarini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
