Modena Est, ex Gb occupata per 48 ore «Basta spazi abbandonati»
Autonomi dentro lo stabilimento come protesta per i troppi capannoni in disuso «La nostra azione è simbolica. Servono soluzioni, magari pensando ai giovani»
MODENA. «Siamo qui per occupare un edificio industriale abbandonato e in degrado. Ma questa volta si tratta di un’occupazione temporanea. Resteremo fino a domenica sera (stasera, ndr). Vogliamo sensibilizzare Modena sul problema di questi stabili abbandonati che potrebbero essere utilizzati diversamente».
Parla Daniele, uno dei militanti del Guernica. Gli autonomi hanno ricominciato una stagione di occupazioni dopo l’ultimo drammatico esito in centro: lo sgombero terminato con la carica della polizia e una raffica di denunce.
Non siamo insomma all’ottava occupazione in pianta stabile degli autonomi. «Siamo rimasti qui a dormire ma questo è un Taz - spiega uno degli occupanti - significa che è una zona occupata temporaneamente, come avviene in altri Paesi, più che altro per sottolineare un aspetto simbolico, in questo caso il degrado».
Infatti l’interno del capannone, di proprietà della Gb Ricambi (oggi a Nonantola), ha visto giorni migliori. Per terra ci sono strati di chili e chili di guano di piccione. Gli uccelli entrano ed escono dai finestroni. Siamo in via dell’Industria, a Modena Est.
Questo è uno delle decine di stabilimenti dismessi in tutta la zona urbana della città. Un fenomeno che pare non interessare alle autorità ma che in questi giorni è stato spesso ricordato nel corso delle polemiche sugli edifici inutilizzati dopo la protesta contro i 550 alloggi di via Morane. Gli autonomi sono entrati qui venerdì pomeriggio e se ne andranno domenica pomeriggio. È probabile che la proprietà sporga denuncia contro di loro.
La nostra occupazione dura solo 48 ore - spiega Daniele - venerdì sera qui hanno suonato cinque band di Modena. Anche questo elemento è importante. In questo spazio degradato, hanno potuto esibirsi dei giovani musicisti che diversamente fanno fatica a trovare uno spazio. Stasera (sabato, ndr) faremo una festa con dj set. Poi ce ne andremo». Gli occupanti hanno ripulito un intera parte del capannone togliendo il guano. «Era veramente una quantità enorme di escrementi. Abbiamo usato le mascherine». In compenso, secondo la loro tradizione, hanno lasciato le solite scritte sui muri. «La nostra occupazione è un altro passo per un’autogestione dal basso delle zone abbandonate. Questo spazio, che è molto bello, finora era in mano ai piccioni. Come per tanti altri spazi industriali simili, si può pensare a progetti di ristrutturazione e recupero per riutilizzarli. È importante pensare di riaprire spazi in disuso alla città, anche se questi oggi sono in mano alle grandi proprietà immobiliari o, come in questo caso, a una grossa azienda industriale di pezzi di ricambio meccanici».
Il Guernica ricorda come in fondo questa operazione a breve termine serve solo «a dare un’alternativa, indicare che si può fare qualcosa per Modena». Lo stabile era stato precedentemente “visitato” e imbrattato da nostalgici del fascismo, come indica una scritta sul muro ora cancellata.
Carlo Gregori
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