Modena, quei sette piloti da anni... “senza volto” al parco Ferrari
Dei busti di Villeneuve, Fangio e altri resta solo il piedistallo. Lo scultore: «Ho un progetto alternativo, attendo il Comune»
Il parco Ferrari, rimesso in ordine dopo l'oceanica ondata di fans per il concerto di Vasco Rossi, è privo da circa sei anni delle sculture dei piloti, realizzate in una decina d'anni da Alessandro Rasponi e collocate, dal 2003, nelle immediate vicinanze degli ingressi di via Emilia Est e viale Autodromo.
Sette opere raffiguranti i busti di Tazio Nuvolari, Vittorio J. Manuel Fangio, Gilles Villeneuve, Ayrton Senna, Luigi Villoresi, Eugenio Castellotti e il costruttore Vittorio Stanguellini erano state rubate in due notti consecutive, nel febbraio 2012, dalla banda del bronzo, del rame e di altri materiali.
Le tre restanti (Alberto Ascari, Giulio Cabianca, Walter Villa, grande protagonista del motociclismo) sono state trasferite al più protetto Autodromo di Marzaglia, in attesa di trovare una sistemazione definitiva.
Una vera desolazione al parco Ferrari, dove sono rimasti soli i piedistalli e le targhette in rovina, con i nomi poco leggibili dei famosi piloti, e tanta erbaccia. Rammarico da parte dell'artista che ritiene che le opere siano state rubate perché ai ladri interessa soprattutto vendere il bronzo di cui le sculture sono fatte.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16053928:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16053928:1650048709/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Lo dimostrano - dice Rasponi - anche i recenti furti di sculture di Marino Quartieri al Cimitero S. Cataldo. Per questo ho presentato al sindaco Muzzarelli , avendo a disposizione ancora gli stampi, la proposta di realizzare le opere in resina metallica, che hanno un costo limitato. Non si spenderebbe più di 2mila euro ad opera, compresa l'installazione con basamento in pietra serena e targhetta per ogni pilota. Il vantaggio è determinato dal fatto che la spesa è molto contenuta, il materiale non si scalfisce nemmeno lanciando un sasso, e non interessa ai vandali in quanto non ha mercato. Un modo per scoraggiare i ladri. Con la resina metallica ho dato concretezza, per mio conto, ai volti di Villeneuve e Senna. E i risultati sono sorprendenti. Del resto ho realizzato in questo materiale la scultura raffigurante Lamborghini, richiesta da un collezionista tedesco di auto che ha finanziato l'operazione: una copia è per il collezionista, l'altra troverà posto nella piazza centrale di Sant'Agata bolognese. L'opera è stata presentata alla Fiera di Essen. Ora attendo solo che il Comune di Modena mi dia il permesso per iniziare a riqualificare il percorso dei piloti. Ci tengo molto che le sculture siano visibili al pubblico. Ho visto di recente un un raffinato volume in inglese con i monumenti dedicati ai piloti. E ci sono anche tutti i miei. Ciò mi ha fatto piacere ma mi ha aperto anche una ferita». Il parco si presenterà, se la richiesta andrà in porto con tutte opere nuove nei materiali.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16053929:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16053929:1650048709/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Le tre in bronzo - continua l'artista - le ho staccate per sottrarle alle erbacce e ai ladri. Ora sono all'Autodromo di Marzaglia. Sarà il Comune a dirmi se lasciarle lì o destinarle ad altri luoghi, come la Casa Museo Enzo Ferrari». A Rasponi non posso non ricordargli che si era offerto per fare il monumento a Pavarotti. « Mi ero fatto avanti e avevo parlato con Nicoletta Mantovani, perché era un progetto a costo zero, avendo trovato una importante azienda modenese disponibile ad offrire la massima garanzia di partecipazione economica... Non avevo, però, parlato con il Comune. Il mio progetto era quasi identico a quello che è stato realizzato dallo scultore Pierotti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
