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PopSanFelice, risultati record ma è in rosso

PopSanFelice, risultati record ma è in rosso

La semestrale a meno 10 milioni per la pulizia sui crediti deteriorati e gli accantonamenti raddoppiati

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SAN FELICE. Da una parte i migliori dati risultati gestionali di sempre, dall’altro la necessità di fare una profonda azione di accantonamento e pulizia per i crediti deteriorati che ne zavorrano il lavoro. Il risultato finale al netto delle imposte è che la semestrale della Sanfelice 1893 la storica banca leader nella Bassa capace di estendere la sua presenza anche a territori e provincie confinanti, ha chiuso con un meno 10,2 milioni di euro. Paradossale che accada quando la banca ha accelerato il suo sviluppo ma gli accantonamenti e il dato negativo sono coerenti con i nuovi indirizzi del sistema bancario e degli organi di vigilanza nazionali ed europei.

Cos’è accaduto? Nella prima parte del 2017, alcuni crediti storici di importi significativi hanno presentato un severo deterioramento, accompagnato anche dalla forte diminuzione del valore degli immobili posti a garanzia degli stessi; a fronte di ciò si è reso necessario, per rispondere a criteri di prudenza e indicazioni della Vigilanza, effettuare adeguati accantonamenti.

Ma nonostante le dimensioni dell’intervento, i requisiti patrimoniali di San Felice 1893 Banca Popolare rimangono su livelli di assoluta eccellenza: il Tier 1 Ratio è al 15,9%, il Total Capital Ratio al 16,0%, oltre quattro punti in più rispetto ai requisiti specifici di vigilanza. I Fondi Propri consolidati di vigilanza sono pari a 88,5 milioni, ampiamente al di sopra dei crediti deteriorati netti (74,4 milioni); il Texas Ratio si attesta infatti al 91%.

«Negli ultimi quattro anni la banca ha operato seguendo un piano industriale improntato allo sviluppo e al rigore – spiega il presidente avv. Pier Lugi Grana – Un piano che oggi possiamo definire pienamente realizzato. È significativo osservare che nello stesso periodo il livello delle “coperture”, ovvero gli accantonamenti prudenziali sui crediti deteriorati, è raddoppiato, passando dal 24,2% al 48%, così com’è significativa la scelta della direzione generale di incentrare il nuovo credito su posizioni frazionate, focalizzando lo sviluppo sui settori di riferimento per il modello di business della Banca».

Per il resto, la Semestrale dell’istituto diretto da Leonello Guidetti evidenziano una crescita positiva degli indicatori della gestione. La raccolta diretta registra un +1,7% (quando la media nazionale Abi è pari a -1,3%), i finanziamenti a imprese e famiglie un +2,2% (media nazionale Abi -0,7%), mentre la raccolta indiretta (titoli governativi o di emittenti privati) è salita del 5,6% e quella gestita (fondi comuni e polizze assicurative) del 10,7%. Anche la performance commerciale è positiva: il flusso di nuovi conti aperti è aumentato del 6% rispetto lo scorso anno. Grazie a un’attenta gestione dello spread clientela, ma anche all’effetto volumi, il margine d’interesse è cresciuto anno su anno del 12,8%, mentre le commissioni nette hanno registrato un incremento del 10% da ascrivere alla vivacità dell’azione commerciale sui servizi. Di conseguenza, il margine “primario” (ovvero i ricavi della gestione caratteristica) ha prodotto un +11,9% che, calcolato sul biennio (rispetto al 30/6/2015), arriva a superare il 40%, quando il sistema bancario nello stesso periodo ha accusato una flessione. Infine, indicatori positivi anche sui costi: nonostante l’aumentata produttività della rete commerciale, non si è registrato alcun aumento dei costi del personale.

Gianluca Pedrazzi

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