Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Una “Noce” balsamica

di Martina Stocco
Una “Noce” balsamica

Si chiama “La Noce”, eppure è l'aceto balsamico ad esser prodotto. «Il nome risale a tanti anni fa - racconta Giorgio Muzzarelli, sommelier e titolare dell’acetaia - quando al posto dell’edificio,...

2 MINUTI DI LETTURA





Si chiama “La Noce”, eppure è l'aceto balsamico ad esser prodotto. «Il nome risale a tanti anni fa - racconta Giorgio Muzzarelli, sommelier e titolare dell’acetaia - quando al posto dell’edificio, ora adibito ad acetaia e ad alloggio per turisti, c’era un grande albero di noci».

L’acetaia “La Noce” è situata a Montagnana, lungo la via Giardini, in direzione Serramazzoni. Il luogo, un tempo noto ai buon gustai per le ottime pietanze che venivano preparate nel ristorante omonimo, è rimasto punto di riferimento per gli amanti dell’aceto balsamico tradizionale di Modena. Nell’acetaia, definita dal proprietario «a misura d’uomo» per le sue dimensioni non eccessive, è presente un piccolo museo dedicato all’oro nero. Ma, il museo del balsamico non è il solo presente.

«C'è anche una piccola mostra sulla civiltà contadina - spiega Muzzarelli - e vorrei adibire uno spazio anche al museo del nocino, così da coniugare il nome dell’edificio ad un’altra mia passione: il nocino, per l’appunto».

Come mai parla di acetaia «a misura d’uomo»?

«Non voglio allargami troppo - spiega il produttore - in questo modo riesco a curare il prodotto nei dettagli. La mia acetaia è stata avviata nel 1974, ma alcune botti hanno anche più di cento anni: è una tradizione che si tramanda dai genitori ai figli, da ben cinque generazioni. Il grande amore verso la mia famiglia e le sue origini mi ha portato a valorizzare la civiltà contadina. Infatti, fin da quando ero bambino ho sempre conservato gli attrezzi di chi lavorava nei campi: mi piaceva il fatto che avessero una storia».

L’aceto balsamico Igp (Indicazione geografica protetta) e il Dop (Denominazione d’origine protetta) non sono gli unici prodotti che si possono trovare a “La Noce”. «Il mosto cotto lo ottengo dai miei vigneti di lambrusco e trebbiano - conclude Muzzarelli - e, inoltre, produco con l’aiuto di mia moglie, saba, miele e aceto, salse e confetture di frutta all’aceto balsamico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google