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Da Modena a Milano, Un giorno agli studi Sky per sognare in grande

di Davide Berti
Da Modena a Milano, Un giorno agli studi Sky per sognare in grande

I ragazzi delle medie Calvino hanno realizzato un’inchiesta sul cyberbullismo: «Emozioni e creatività fanno la differenza»

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Metti una giornata a Sky da protagonista. Un privilegio per pochi che è toccato anche ad alcuni ragazzi modenesi della scuola media Italo Calvino. Non una semplice visita, non una gita “tanto per fare”, un viaggio fino agli studi di Milano per mettere a frutto un percorso sul cyberbullismo sviluppato da alcuni ragazzi di seconda media. E se giornalisti dovevano essere, giornalisti sono diventati, trattando uno dei temi che più li riguarda da vicino partendo proprio da una notizia riportata nei giorni scorsi dalla Gazzetta: «Abbiamo scelto di parlare di cyberbullismo - spiega la professoressa di lettere Valentina Dessì - non solo in linea teorica, ma analizzando proprio un episodio come quello accaduto al parco Novi Sad, del quale si è parlato molto nelle scuole».

Ricorderete la rissa partita dal web, dopo che sui social era stata aperta una pagina che ridicolizzava i ragazzi a seconda dei vestiti indossati: «Ne abbiamo parlato a scuola, gli stessi ragazzi hanno capito che la cosa li riguardava da vicino e ragionandoci insieme sono rimasti piuttosto coinvolti». Ne è nata una inchiesta giornalistica a tutti gli effetti alla quale abbiamo partecipato anche noi: «Non volevamo che questa opportunità che ci è stata offerta attraverso Sky Academy rimanesse fine a se stessa. È il frutto di un lavoro di approfondimento e sensibilizzazione che la scuola, a più livelli, coltiva da anni. Vedere i ragazzi così emotivamente coinvolti e fortemente motivati - continua Dessì - ci fa capire quanto ci sia bisogno di calare nella realtà anche le nostre lezioni. Questa, indubbiamente, è stata un’opportunità al di fuori del normale».

La professoressa Dessì, insieme ai colleghi Giampiero Colaianni ed Elisa Busa, ha guidato la spedizione agli studi di Milano, dove l’accoglienza è stata da vip: quattro studi a disposizione, ognuno per ogni gruppo che ha sviluppato una parte dell’inchiesta, camerini, truccatori, abiti di scena, montatori a disposizione: i ragazzi sono diventati giornalisti, assistenti di studio, cameraman e coi mezzi di Sky hanno realizzato una vera e propria inchiesta televisiva.

«Partendo dalla notizia - spiega ancora Dessì - abbiamo analizzato dati, i ragazzi hanno vestito i panni di testimoni, esperti del settore, e hanno anche condotto la nostra inchiesta. Questo lavoro è una tappa fondamentale del nostro progetto Movers, una piattaforma che a breve partirà, dove i ragazzi saranno cittadini responsabili, chiamati, soprattutto nel loro quartiere, a raccontare ciò che accade, a dire cosa funziona. Lo faranno descrivendo attraverso questo blog, utilizzando filmati e anche la web radio: crediamo molto in questi linguaggi che possono mettere a frutto la loro creatività».

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