Gazzetta di Modena

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Neonato morto un’ora dopo il parto

di Leonardo Grilli
Neonato morto un’ora dopo il parto

La donna, al secondo figlio, aveva accusato un distacco di placenta. L’Ausl: «Evitate gravi conseguenze per la mamma»

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Una donna di 35 anni residente a Pavullo, alla trentasettesima settimana di una gravidanza fisiologica, ha accusato ieri mattina a casa propria un’emorragia e i sanitari del 118, chiamati sul posto, dopo avere constatato le condizioni della donna, la hanno subito trasportata all’ospedale di Sassuolo. Qui pochi minuti dopo l’arrivo, erano le 7,05, è stato diagnosticato un sospetto distacco di placenta. È stato disposto il parto cesareo e il feto è stato estratto ancora vivo anche se con grave bradicardia. Tutte le manovre dei medici non hanno impedito il decesso del feto circa un’ora dopo la nascita. Il tempestivo ricovero a Sassuolo ha invece consentito di salvare la madre, le cui condizioni ieri sera erano stabili. Una vicenda che si inquadra inevitabilmente nel contesto delle polemiche seguite alla chiusura del Centro nascite di Pavullo. Per questo l’Ausl nella serata di ieri ha diffuso una nota in cui viene descritta la procedura seguita per chiarire non solo la correttezza e la conformità di tutto quello che è stato messo in atto dai sanitari rispetto ai protocolli specifici, ma anche per evidenziare che casi di questo genere sono sempre trattati con il trasporto immediato nel centro attrezzato più vicino, in questo caso all’ospedale di Sassuolo. L’Ausl fa sapere che se la stessa vicenda fosse accaduta quando ancora il Centro di Pavullo era attivo, sarebbe stato ugualmente disposto il trasporto del paziente a Sassuolo: una «procedura in linea con quanto previsto dai protocolli sanitari relativi a questa casistica, così come è stato fatto in altre occasioni simili», dice l’Ausl.

«La signora è giunta alle 7,05 - aggiunge l’Ausl - e subito visitata all’ambulatorio urgenze ostetriche, le è stato diagnosticato un distacco massivo di placenta con bradicardia fetale. La gravida, in presenza dell’intera équipe – 3 ginecologi, 2 anestesisti, 2 ostetriche, neonatologo – è stata sottoposta immediatamente a cesareo d’emergenza, che alle 7,21 ha permesso di estrarre il feto ancora vivo, se pure in severa bradicardia. Il neonato è stato affidato all’équipe pediatrica-anestesiologica, ma tutte le manovre messe in atto dai sanitari sono risultate vane e il decesso è avvenuto circa un’ora dopo la nascita. La completezza e la tempestività delle procedure hanno consentito di evitare gravi conseguenze per la mamma. La paziente, che ha già un figlio ed è alla seconda gravidanza, ha riferito ai medici di aver avuto una gravidanza fisiologica, ed è attualmente è ricoverata presso l’Ostetricia di Sassuolo in condizioni stabili e monitorizzata al fine di escludere complicanze».

«Il distacco massivo di placenta è una condizione clinica molto grave – chiarisce Maria Cristina Galassi, direttore di Ostetricia e Ginecologia di Sassuolo – con un elevato tasso di mortalità perinatale e un’incidenza di morte in utero del 15%, gravata al contempo da seri rischi per la madre. In questo caso, la tempestività dell’intervento del 118 e la presenza dell’équipe specialistica dell’Ospedale di Sassuolo hanno consentito di poter mettere in atto tutte le più idonee procedure per salvaguardare le condizioni cliniche della mamma, da cui dipendono quelle fetali, nei tempi e nel luogo più idoneo per l'assistenza di entrambi».

«Ci stringiamo alla famiglia in questo momento difficile e doloroso – dichiara il d.g. dell’Azienda USL di Modena Massimo Annicchiarico – nella consapevolezza di aver offerto la miglior assistenza possibile alla mamma ed al suo bambino, a conferma di quanto, nonostante le tante semplificazioni o peggio strumentalizzazioni su questo tema, sia determinante offrire l’assistenza adeguata e in centri qualificati nei rarissimi eventi che possono verificarsi anche in gravidanze fisiologiche».



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