Alle Paoli una classe con... Confindustria
di Davide Berti
Parte un progetto sperimentale in una sezione di prima media: orari diversi, potenziamento di inglese e informatica
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È un periodo di novità per le scuole modenesi. Di pochi giorni fa la notizia che l’anno prossimo le scuole medie non faranno lezione al sabato, progettando una vera e propria nuova offerta formativa per ogni comprensivo.
C’è chi si è già organizzato e, senza dover aspettare l’iter burocratico delle prossime settimane - che porterà entro la data delle iscrizioni, febbraio 2018, ad avere un quadro orario chiaro - avrà la sua proposta innovativa.
È il caso delle scuole medie Paoli, che già da due anni non hanno lezione al sabato ma giornate da sei ore, dal lunedì al venerdì. Ma non è l’orario ciò che caratterizzerà la nuova proposta, fatta invece soprattutto di contenuti.
Dal prossimo anno scolastico, settembre 2018, una delle sette sezioni di prima media che partirà alle Paoli di viale Reiter avrà una organizzazione decisamente sperimentale, con rientri al pomeriggio e una serie di attività di potenziamento che riguarderanno materie come l’inglese e l’informatica, senza dimenticare il coinvolgimento di altre materie con nuove esperienza di laboratorio. Una piccola rivoluzione, tutta interna alla scuola, resa possibile grazie ad una partnership con Confindustria, che finanzierà l’intera operazione. Ovviamente la scuola manterrà la sua autonomia nella proposta didattica. Soltanto una prima - dicevamo - potrà godere di questa opportunità. Anche questo aspetto non sarà facile da gestire durante la fase di iscrizioni, dove tutto sarà spiegato nei minimi dettagli: proprio la settimana scorsa il consiglio di istituto ha dato l’ok definitivo al progetto, sottoscritto da Confindustria e ora nelle mani della scuola per poterlo strutturare e comunicare al meglio.
Sul fronte del sabato a casa, intanto, continuano i lavori tra i dirigenti per arrivare ad un documento che contenga più proposte, che ogni scuola potrà declinare a suo modo.
È stata fissata per il 10 novembre l’incontro tra l’assessore Gianpierto Cavazza, i dirigenti delle scuole modenesi e i presidenti dei consigli di istituto per dibattere del tema “nuovi orari” che, come già spiegato dall’assessore, sarà molto di più di uno “slittamento di campanella”: «Il nostro obiettivo - ha spiegato Cavazza - è sollecitare le scuole a una maggiore apertura delle proprie strutture e a fare rete per definire un sistema sempre più flessibile che possa andare incontro alle esigenze delle famiglie. Esigenze che nei mesi scorsi ci sono state manifestate e sulle quali abbiamo iniziato a lavorare d’accordo coi dirigenti scolastici, che hanno iniziato un grande lavoro di condivisione di questi obiettivi. Il tema, quindi, non è tanto la chiusura del sabato quanto una maggiore apertura pomeridiana nel corso della settimana sia con attività didattiche che extra didattiche».
Un percorso è già tracciato, ma il ragionamento andrà condiviso, come ha spiegato sempre Cavazza al nostro giornale: «Ogni scuola, nella sua autonomia, deciderà la sua nuova offerta formativa e per questa si caratterizzerà. Vorrei che ogni Comprensivo sviluppasse una propria vocazione didattica. Credo si potrebbe addirittura partire da quella per attribuire poi un nome ai Comprensivi, che oggi si chiamano come le scuole medie di riferimento. È sulla base della vocazione didattica sviluppata che poi le diverse scuole saranno in grado di proporre progetti particolari e anche un’organizzazione dei tempi scolastici costruita attorno a quelle esigenze. In questo modo le famiglie avranno la possibilità di scegliere tra diverse proposte ciò che ritengono più stimolante per i propri figli e più adatto alla propria organizzazione familiare».
C’è chi si è già organizzato e, senza dover aspettare l’iter burocratico delle prossime settimane - che porterà entro la data delle iscrizioni, febbraio 2018, ad avere un quadro orario chiaro - avrà la sua proposta innovativa.
È il caso delle scuole medie Paoli, che già da due anni non hanno lezione al sabato ma giornate da sei ore, dal lunedì al venerdì. Ma non è l’orario ciò che caratterizzerà la nuova proposta, fatta invece soprattutto di contenuti.
Dal prossimo anno scolastico, settembre 2018, una delle sette sezioni di prima media che partirà alle Paoli di viale Reiter avrà una organizzazione decisamente sperimentale, con rientri al pomeriggio e una serie di attività di potenziamento che riguarderanno materie come l’inglese e l’informatica, senza dimenticare il coinvolgimento di altre materie con nuove esperienza di laboratorio. Una piccola rivoluzione, tutta interna alla scuola, resa possibile grazie ad una partnership con Confindustria, che finanzierà l’intera operazione. Ovviamente la scuola manterrà la sua autonomia nella proposta didattica. Soltanto una prima - dicevamo - potrà godere di questa opportunità. Anche questo aspetto non sarà facile da gestire durante la fase di iscrizioni, dove tutto sarà spiegato nei minimi dettagli: proprio la settimana scorsa il consiglio di istituto ha dato l’ok definitivo al progetto, sottoscritto da Confindustria e ora nelle mani della scuola per poterlo strutturare e comunicare al meglio.
Sul fronte del sabato a casa, intanto, continuano i lavori tra i dirigenti per arrivare ad un documento che contenga più proposte, che ogni scuola potrà declinare a suo modo.
È stata fissata per il 10 novembre l’incontro tra l’assessore Gianpierto Cavazza, i dirigenti delle scuole modenesi e i presidenti dei consigli di istituto per dibattere del tema “nuovi orari” che, come già spiegato dall’assessore, sarà molto di più di uno “slittamento di campanella”: «Il nostro obiettivo - ha spiegato Cavazza - è sollecitare le scuole a una maggiore apertura delle proprie strutture e a fare rete per definire un sistema sempre più flessibile che possa andare incontro alle esigenze delle famiglie. Esigenze che nei mesi scorsi ci sono state manifestate e sulle quali abbiamo iniziato a lavorare d’accordo coi dirigenti scolastici, che hanno iniziato un grande lavoro di condivisione di questi obiettivi. Il tema, quindi, non è tanto la chiusura del sabato quanto una maggiore apertura pomeridiana nel corso della settimana sia con attività didattiche che extra didattiche».
Un percorso è già tracciato, ma il ragionamento andrà condiviso, come ha spiegato sempre Cavazza al nostro giornale: «Ogni scuola, nella sua autonomia, deciderà la sua nuova offerta formativa e per questa si caratterizzerà. Vorrei che ogni Comprensivo sviluppasse una propria vocazione didattica. Credo si potrebbe addirittura partire da quella per attribuire poi un nome ai Comprensivi, che oggi si chiamano come le scuole medie di riferimento. È sulla base della vocazione didattica sviluppata che poi le diverse scuole saranno in grado di proporre progetti particolari e anche un’organizzazione dei tempi scolastici costruita attorno a quelle esigenze. In questo modo le famiglie avranno la possibilità di scegliere tra diverse proposte ciò che ritengono più stimolante per i propri figli e più adatto alla propria organizzazione familiare».
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