Bimbo morto: la madre è accusata di omicidio
Omicidio preterintenzionale: è questa l’accusa per la 27enne moldava che abita in un minialloggio di via Carlo Sigonio per la morte del figlio di quattro anni. Il compagno è invece accusato di...
MODENA. Omicidio preterintenzionale: è questa l’accusa per la 27enne moldava che abita in un minialloggio di via Carlo Sigonio per la morte del figlio di quattro anni. Il compagno è invece accusato di omissione di soccorso e di autocalunnia. Sono questi gli aspetti principali dell’atto che ha comunicato alle parti la conclusione delle indagini condotte dal pm Luca Guerzoni per un caso clamoroso che in gennaio ha scosso la città. Ora restano i venti giorni “tecnici” previsti dalla legge e poi il pm formulerà le eventuali richieste di rinvio a giudizio.
La donna (assistita dagli avvocati Stefania Ascari e Giorgio Pellicciardi) ha già ammesso davanti al magistrato, nel corso di un’interrogatorio da lei stessa sollecitato, di aver picchiato il bambino poche ore prima del decesso. Si tratta di un punto importante: proprio in conseguenza di queste botte - chiaramente rilevate dall’autopsia condotta alla Medicina Legale di Modena - si fonda l’accusa di omicidio preterintenzionale. In sostanza, la donna è accusata di aver ucciso il figlio senza però l’intenzione di arrivare a tanto ma in conseguenza del suo pestaggio. Perché di pestaggio si potrebbe essere trattato, data la brutalità del segni rilevati sul corpo del bambino.
Il compagno della donna - un albanese che allora era ai domiciliari per sfruttamento della prostituzione (difeso dall’avvocato Giacomo Tognetti) - non sarebbe invece intervenuto per salvare il bambino e poi al magistrato che gli chiedeva conto si sarebbe addossato la responsabilità per scagionare la moldava. Di qui le accuse nei suoi confronti. Come si ricorderà, il caso emerse lentamente ma inesorabilmente dopo il decesso: il bambino morì tra le mani di un medico del 118, chiamato in extremis, che tentava di tutto per tenerlo in vita. Subito la madre accampò scuse su un malore del figlio. Ma poi ammise di averlo picchiato perché stanca dei rimproveri del compagno per il suo comportamento: non voleva essere messa alla porta a causa del figlio che innervosiva l’uomo.
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