TRIBUNALE di FERRARA
Carife: la Bper non è responsabile del crac
Gli errori di Carife non devono ricadere su Bper. È stata respinta la richiesta, avanzata da alcuni legali dei risparmiatori azzerati, di citare la banca subentrata a Nuova Carife come responsabile...
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Gli errori di Carife non devono ricadere su Bper. È stata respinta la richiesta, avanzata da alcuni legali dei risparmiatori azzerati, di citare la banca subentrata a Nuova Carife come responsabile civile e chiamarla a risarcire gli azionisti danneggiati dall’aumento di capitale.
Nella sua ordinanza, letta ieri nel corso dell’udienza preliminare del processo Carife in corso a Ferrara, il gup Tassoni ha chiarito che non ci sono i presupposti per sostenere una continuità di responsabilità tra gli istituti di credito, e dunque Bper, che ha acquistato Nuova Carife, non è tenuta a risarcire coloro che sono stati danneggiati da altri soggetti, perché non può farsi carico di responsabilità penali che non le sono contestate. A risponderne avrebbe dovuto essere chiamata Vecchia Carife, se ancora esistesse, mentre Nuova Carife, in quanto società-ponte nata senza crediti allo scopo di traghettare l’operazione di compravendita, a sua volta non ha i “requisiti” per essere citata come Responsabile Civile. A essere chiamati in causa, al contrario, devono essere gli altri due “vertici”, insieme a Vecchia Carife, secondo l’accusa avrebbero realizzato la triangolazione tra azioni per l’aumento di capitale ritenuto fittizio e finito nel mirino del pm Longhi: dunque CariCesena e banca Valsabbina, che il giudice, nella sua ordinanza, include come Responsabili Civili. A queste si aggiunge la società di revisione Deloitte & Touche che conta tra gli imputati un suo dirigente. Ma secondo alcuni difensori all’appello mancano altri soggetti che dovrebbero essere chiamati a risarcire gli azzerati; si tratta di Bankitalia e Consob: la prima «per aver avallato, anzi imposto, un aumento di capitale in una situazione ormai drammatica»; la seconda perché «avrebbe dovuto eseguire maggiori verifiche sul reale stato della banca. Per questo al dibattimento chiederemo che vengano citate come responsabili civili».
Nella sua ordinanza, letta ieri nel corso dell’udienza preliminare del processo Carife in corso a Ferrara, il gup Tassoni ha chiarito che non ci sono i presupposti per sostenere una continuità di responsabilità tra gli istituti di credito, e dunque Bper, che ha acquistato Nuova Carife, non è tenuta a risarcire coloro che sono stati danneggiati da altri soggetti, perché non può farsi carico di responsabilità penali che non le sono contestate. A risponderne avrebbe dovuto essere chiamata Vecchia Carife, se ancora esistesse, mentre Nuova Carife, in quanto società-ponte nata senza crediti allo scopo di traghettare l’operazione di compravendita, a sua volta non ha i “requisiti” per essere citata come Responsabile Civile. A essere chiamati in causa, al contrario, devono essere gli altri due “vertici”, insieme a Vecchia Carife, secondo l’accusa avrebbero realizzato la triangolazione tra azioni per l’aumento di capitale ritenuto fittizio e finito nel mirino del pm Longhi: dunque CariCesena e banca Valsabbina, che il giudice, nella sua ordinanza, include come Responsabili Civili. A queste si aggiunge la società di revisione Deloitte & Touche che conta tra gli imputati un suo dirigente. Ma secondo alcuni difensori all’appello mancano altri soggetti che dovrebbero essere chiamati a risarcire gli azzerati; si tratta di Bankitalia e Consob: la prima «per aver avallato, anzi imposto, un aumento di capitale in una situazione ormai drammatica»; la seconda perché «avrebbe dovuto eseguire maggiori verifiche sul reale stato della banca. Per questo al dibattimento chiederemo che vengano citate come responsabili civili».
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