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Sorprende i ladri, minacciato di morte a Camposanto

di Valentina Corsini
Sorprende i ladri, minacciato di morte a Camposanto

Camposanto. Tre stranieri svaligiano due case, un vicino li “disturba”: «Vattene o ti ammazziamo»

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CAMPOSANTO. «Vai dentro, sennò ti ammazziamo». Così tre ladri incappucciati, con accento nordafricano, hanno minacciato il vicino di casa di una delle due famiglie residenti in via Turati, derubate venerdì sera.

IL COLPO Il testimone, poco prima delle 21, ha visto i tre malviventi uscire dall’abitazione del suo vicino, a seguito della sirena dell’allarme, e si è subito insospettito. Allora si è affacciato e ha gridato ai tre individui di andarsene. Ma per pronta risposta ha ricevuto le inquietanti minacce. Per quanto siano rimaste “semplici” parole, molto dicono sulla sfrontatezza dei tre. Sono stati visti scappare su di una macchina familiare scura e già segnalata alle forze dell’ordine, come auto sospetta, qualche giorno prima a Finale. Il testimone ha riferito tutto ai carabinieri, arrivati poco dopo sul posto.

Ma i balordi erano già spariti. Le tracce del loro passaggio, invece, erano ben visibili nelle due abitazioni depredate.

Dove i balordi si sono accaparrati un bottino in preziosi d’ oro e argento, tra le 18,30 e le 20,50. Arco di tempo in cui le famiglie derubate, che vivono una di fronte all’altra, non erano in casa. «Abbiamo inserito l’allarme e intorno alle 20,30 siamo usciti - racconta uno dei residenti - ma dopo dieci minuti l’allarme si è messo a suonare. Inizialmente ho pensato fosse rincasato uno dei miei figli e non ci ho dato peso. Dopo alcuni minuti, però, è scattato una seconda volta. Allora sono tornato per verificare. Quando sono arrivato il mio vicino mi ha detto che aveva sorpreso quei tre uomini mentre uscivano da casa mia. Hanno rovistato nella camera da letto matrimoniale da dove hanno portato via due cassetti. Quello del comò l’abbiamo trovato vuoto in giardino. Dentro c’era diversa bigiotteria, molta d’argento, che evidentemente i ladri hanno rovesciato nella loro auto prima di fuggire».

LA RAZZIA Meglio non è andata alla famiglia dirimpettaia. «Sono rincasata intorno alle 21,10 e ho trovato la porta d’ingresso sfondata - spiega la residente - e le camere da letto completamente sottosopra. Si sono portati via alcuni gioielli in oro di mia figlia, che al di là del valore economico avevano un grande valore affettivo. Mio figlio, poi, era in casa fino alle 18,30. E non voglio pensare cosa poteva succedere se entravano con lui dentro. Dei vicini mi hanno detto che li hanno visti fuggire e che erano tre uomini, non italiani. Ho finito di sistemare la confusione che hanno fatto all’una di notte. Sono molto arrabbiata e ho anche paura: questa gente ti toglie il sonno. E da tre notti non dormo. Non è possibile lavorare tutto il giorno e poi tornare e trovare casa propria ridotta così».
 

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