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“Bentornato a casa” al re della trasvolata

“Bentornato a casa” al re della trasvolata

Pavullo. Alberto Porto è stato festeggiato dopo aver raggiunto con il suo ultraleggero Montevideo

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PAVULLO. Festa e onore per Alberto Porto lunedì sera nel “suo” aeroporto di Pavullo. I soci, il personale, gli amici dell'Aero Club, ma anche i tecnici dell'azienda che ha avviato in via Montegrappa hanno voluto riservargli il più caloroso dei bentornato dopo la sua trasvolata oceanica entrata di diritto nella storia dell'aviazione. Grazie alle eccezionali performance del primo esemplare prodotto qui del Risen, l'ultraleggero da lui progettato, il 17 ottobre è atterrato a Montevideo (Uruguay) dopo aver percorso 12mila chilometri partendo da qui il 10 e avendo seguito la rotta sud finora preclusa a qualsiasi aereo di questo tipo. Il percorso infatti comporta una “tirata” di 2.645 chilometri da Capo Verde a Natal, in Brasile, inaffrontabili per un normale aereo da turismo con un'autonomia media di 1.100 km. Altra storia col Risen, grazie alla sua aerodinamica da Formula 1 e l'eccezionale tenuta dei materiali che gli hanno permesso nel 2015, col prototipo, di stracciare il record del mondo di velocità. Con quest'impresa, l'ultraleggero si è definitivamente laureato come il migliore al mondo per categoria, e c'era bisogno di brindare a questo ma anche al coraggio di Porto che ha testato in prima persona l'affidabilità del suo prodotto di serie. La festa al ristorante “Sottovento” si è aperta con l'inno argentino e quello italiano, poi brindisi, maxi torta con su scritto “Bentornato a casa” e poi aneddoti sul viaggio. Presente anche la consigliera Luciana Serri, che ha espresso tutto il sostegno della Regione al mantenimento e lo sviluppo a Pavullo di una fabbrica di aerei che può creare un polo attrattivo d'eccellenza col vicino aeroporto. «Alberto si è un po' commosso e come sempre si è mantenuto molto modesto – sottolinea Roberto Gianaroli, presidente dell'Aero Club – anche se la realtà è che ha fatto davvero qualcosa di eccezionale. Dopo gli onori di Stato ricevuti in ogni suo atterraggio e le congratulazioni del vice primo ministro argentino, noi abbiamo voluto manifestargli in modo semplice ma autentico il nostro grazie per quello che ha fatto, perché ha messo il nome di Pavullo nella storia odierna dell'aviazione. E poi c'è il discorso produttivo: dopo le performance record, ora il Risen ha mostrato anche tutta la sua affidabilità col primo esemplare nato qui. Un risultato da capitalizzare». A cornice dell'impresa si sono fatti avanti argentini, due americani, un gruppo svizzero e in questi giorni anche un modenese, tutti interessati a sostenere il passaggio dalla produzione artigianale del Risen a quella industriale, ma sempre a Pavullo. È stato invece detto no a un bolognese che puntava a dislocare. Bisognerà lavorarci, certo, ma è un progetto sicuramente affascinante, che può dare belle soddisfazioni al territorio. (d.m.)

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