l’annuncio dell’assessore gasparini
Boom di stranieri a scuola il 15 debutta l’accordo di rete
Un accordo che consenta di trasformare in opportunità la grande presenza di stranieri nelle scuole d’infanzia e nelle primarie. Si tratta di un tema sentito in città e che ha spinto, come anticipato...
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Un accordo che consenta di trasformare in opportunità la grande presenza di stranieri nelle scuole d’infanzia e nelle primarie.
Si tratta di un tema sentito in città e che ha spinto, come anticipato dalla Gazzetta, l’assessore all’istruzione Stefania Gasparini a convocare i dirigenti degli istituti comprensivi per analizzare a fondo la situazione. In città, come noto infatti, ci sono scuole, come le Giotto, in cui la presenza di stranieri supera addirittura il 50% nelle classi. In un caso, ci sono soltanto tre bambini italiani in una classe. Una situazione, quindi, che non si può ignorare e che spinge l’ente pubblico a prefiggersi delle linee guida per governare e bilanciare la presenza di italiani e stranieri nelle scuole.
«Per questo, verrà presentato ufficialmente il 15 novembre l’accordo di rete - annuncia l’assessore Gasparini - Stiamo lavorando perché questo accordo si basi su tre pilastri fondamentali: evitare le scuole ghetto; lavorare e puntare sulla qualità e sulla didattica scolastica introducendo anche elementi innovativi. Ci sarà, al riguardo, un passaggio specifico per le scuole d’infanzia. Terzo, ribadiremo la disponibilità del Comune a valutare risorse per i servizi accessori: dal trasporto al prolungamento dell’orario. Questo, però, tenendo conto del fatto che non esiste accordo che tenga se non c’è la volontà, alla base, sia da parte delle famiglie straniere, sia di quelle italiane, di integrarsi» conclude l’assessore Gasparini.
La situazione viene attentamente analizzata anche dai dirigenti scolastici che, la scorsa settimana, si sono ritrovati in Comune insieme ad assessore e dirigenti della Pubblica Istruzione per parlare dell’accordo di rete.
«Si è venuta a creare una situazione di forte squilibrio: addirittura in una classe sono presenti tre alunni italiani mentre tutti gli altri sono stranieri - spiega la preside Rossana Rinaldini, dell’istituto comprensivo Carpi centro - La soluzione in tasca non ce l’ha nessuno. A novembre uscirà una circolare. Dovremo riflettere su alcune opportunità e iniziative da intraprendere anche in seguito alle riflessioni scaturite dall’esperienza di Modena (dove, in una classe, era presente una sola bambina italiana, ndr). Occorrerà parlarne anche con i genitori italiani per fare presente loro che il problema non si risolve cercando di ridurre gli stranieri. Si pensa, quindi, di arrivare a un documento, una circolare, in grado di formalizzare le proposte scaturite da un confronto con il territorio» conclude Rinaldini.
La distribuzione più omogenea tra alunni stranieri e italiani terrà conto, ovviamente della legge. Le norme al riguardo tutelano il genitore che può decidere di iscrivere il figlio dove vuole, tenendo conto dello stradario, ovvero della destinazione degli studenti a seconda delle zone di residenza. (s.a.)
Si tratta di un tema sentito in città e che ha spinto, come anticipato dalla Gazzetta, l’assessore all’istruzione Stefania Gasparini a convocare i dirigenti degli istituti comprensivi per analizzare a fondo la situazione. In città, come noto infatti, ci sono scuole, come le Giotto, in cui la presenza di stranieri supera addirittura il 50% nelle classi. In un caso, ci sono soltanto tre bambini italiani in una classe. Una situazione, quindi, che non si può ignorare e che spinge l’ente pubblico a prefiggersi delle linee guida per governare e bilanciare la presenza di italiani e stranieri nelle scuole.
«Per questo, verrà presentato ufficialmente il 15 novembre l’accordo di rete - annuncia l’assessore Gasparini - Stiamo lavorando perché questo accordo si basi su tre pilastri fondamentali: evitare le scuole ghetto; lavorare e puntare sulla qualità e sulla didattica scolastica introducendo anche elementi innovativi. Ci sarà, al riguardo, un passaggio specifico per le scuole d’infanzia. Terzo, ribadiremo la disponibilità del Comune a valutare risorse per i servizi accessori: dal trasporto al prolungamento dell’orario. Questo, però, tenendo conto del fatto che non esiste accordo che tenga se non c’è la volontà, alla base, sia da parte delle famiglie straniere, sia di quelle italiane, di integrarsi» conclude l’assessore Gasparini.
La situazione viene attentamente analizzata anche dai dirigenti scolastici che, la scorsa settimana, si sono ritrovati in Comune insieme ad assessore e dirigenti della Pubblica Istruzione per parlare dell’accordo di rete.
«Si è venuta a creare una situazione di forte squilibrio: addirittura in una classe sono presenti tre alunni italiani mentre tutti gli altri sono stranieri - spiega la preside Rossana Rinaldini, dell’istituto comprensivo Carpi centro - La soluzione in tasca non ce l’ha nessuno. A novembre uscirà una circolare. Dovremo riflettere su alcune opportunità e iniziative da intraprendere anche in seguito alle riflessioni scaturite dall’esperienza di Modena (dove, in una classe, era presente una sola bambina italiana, ndr). Occorrerà parlarne anche con i genitori italiani per fare presente loro che il problema non si risolve cercando di ridurre gli stranieri. Si pensa, quindi, di arrivare a un documento, una circolare, in grado di formalizzare le proposte scaturite da un confronto con il territorio» conclude Rinaldini.
La distribuzione più omogenea tra alunni stranieri e italiani terrà conto, ovviamente della legge. Le norme al riguardo tutelano il genitore che può decidere di iscrivere il figlio dove vuole, tenendo conto dello stradario, ovvero della destinazione degli studenti a seconda delle zone di residenza. (s.a.)
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