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«Cisl, gli iscritti reggono ma mancano i giovani»

di Luca Gardinale
«Cisl, gli iscritti reggono ma mancano i giovani»

Sono quasi 94mila i tesserati fra Modena e Reggio Emilia anche se i pensionati costituiscono il 46,22%. Ecco come vengono gestiti gli introiti sul territorio

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Li avesse il Pd, quei numeri, ci sarebbe da baciarsi i gomiti. Perché quell’1,5% di calo tra il 2015 e il 2016, considerando che incidono parecchio le perdite “fisiologiche” degli iscritti più anziani, è un ottimo risultato: significa che oggi ai sindacati ci si continua ad iscrivere, «anche se magari lo si fa meno con l’idea dell’appartenenza - spiega il segretario William Ballotta - e più per necessità, ma questo vuole anche dire che il legame è più forte».

A due anni e mezzo dalla decisione di unire i territori di Modena e Reggio Emilia, la Cisl Emilia centrale si è… fotografata per il bilancio di sostenibilità 2017, mettendo così in fila numeri e caratteristiche del sindacato stesso e del suo rapporto con i cittadini e i lavoratori.

E per dare un’idea delle dimensioni dell’organizzazione - la più grande struttura Cisl dell’Emilia Romagna e l’ottava a livello nazionale - basterebbe un numero: 7,62%, che rappresenta il rapporto tra iscritti (nel 2016) e cittadini: in numeri assoluti, gli iscritti sono 93mila920 su un totale di un milione 233mila345 persone che vivono nelle province di Modena e Reggio. Un leggero calo rispetto al 2015 (allora gli iscritti erano 95.426), che rappresenta comunque un risultato positivo, considerato che l’alto numero dei pensionati iscritti (il 46,22% del totale) comporta anche qualche perdita “fisiologica”.

Passando al rapporto tra età e tesserati, solo il 3,64% ha meno di 30 anni, mentre il 27,58% è nella fascia 30-50 e il 68,78% ha più di 50 anni. L’età cala se si esaminano gli stranieri iscritti - che in tutto rappresentano il 14,43% dei tesserati - perché in questo caso gli under 30 sono quasi il 10%, con una fetta molto ampia di iscritti compresi tra i 30 e i 50 anni (59,42%) e un numero molto più basso (30,81%) di over 50.

Interessanti anche i dati degli “attivi” tra gli iscritti: se a livello generale i tesserati che lavorano sono poco più della metà (53,78%), gli stranieri sono più di un quarto (26,71%) degli iscritti attivi. Passando all’organizzazione stessa, la Cisl Emilia centrale ha 49 sedi ed è divisa in 19 categorie e sei servizi, mentre gli assunti a tempo indeterminato sono 99 (di cui il 40% donne) e i collaboratori 113. Il valore complessivo dei contributi sindacali incassati nel 2016 ammonta a 6,3 milioni di euro: tolte le risorse che vanno al nazionale e al regionale, il 60% dei fondi che rimangono viene destinato alle spese per il personale e per la formazione, mentre il 24% serve a gestire le sedi. Dando uno sguardo all’attività del sindacato, nel 2016 le 19 categorie hanno realizzato 2.160 interventi di tutela individuale, permettendo ai lavoratori modenesi e reggiani di recuperare complessivamente 3,2 milioni di euro. Numeri importanti anche per la contrattazione aziendale, che ha visto distribuire 87 milioni e 300mila euro, dei quali buona parte (oltre 56 milioni) è andata al settore manifatturiero, mentre al settore pubblico sono andati quasi 29 milioni e ai servizi due milioni e 215mila euro. Restando alla divisione nelle tre macroaree lavorative, il 43,87% degli iscritti attivi lavora nel manifatturiero, poco meno del 30% nei servizi e il 26,15% nel pubblico. Numeri importanti anche per quanto riguarda i servizi forniti da Cisl Emilia centrale: nel 2016 il patronato Inas ha gestito quasi 50mila pratiche, mentre il Caf ha fatto 67mila 306 dichiarazioni dei redditi, permettendo ai contribuenti modenesi e reggiani di ottenere rimborsi per 39,2 milioni di euro.

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