Giovanni Mori volontario in Senegal
La testimonianza: «Così ho imparato a ragionare senza mai pronunciare il pronome “io”»
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MODENA. Giovanni Mori, 22 anni, di Modena, nella vita studia Medicina e Chirurgia e la scorsa estate ha deciso di partire per fare un’esperienza di volontariato in Africa. «Sono stato via circa un mese, da fine luglio a fine agosto – racconta Giovanni - Durante questo periodo ho svolto tirocinio nell'ospedale regionale di Ziguinchor, la cittadina più grande di tutta la Casamance, che è la regione del Senegal a sud del Gambia, la regione più verde e incontaminata ma anche quella che ha visto fino a pochi anni fa guerriglie tra i locali e i militari. Fare un bilancio di questa esperienza è piuttosto complesso – sorride Giovanni - Sono partito con una onlus italiana chiamata Cpas (Comitato Pavia-Asti-Senegal) e le cose migliori che ho potuto osservare sono state le persone incontrate e i loro valori. Basta pensare che il pronome personale "io" nelle varie lingue locali non esiste: i valori delle persone sono molto più incentrati sulla comunità e la condivisione piuttosto che sull'individualismo a cui siamo abituati, che praticamente è il “valore” principale di tutto l'occidente, almeno secondo il mio parere. Ovviamente non è tutto rosa e fiori, ma questi sono aspetti che mi hanno colpito molto, in positivo». Giovanni ha alle spalle altre esperienze di volontariato: «Ho fatto gli scout per 12 anni e negli ultimi quattro anni ho sempre svolto volontariato: a Porta Aperta, alla Croce Rossa e anche in attività di doposcuola. Credo che il volontariato sposti per un attimo le aspettative che uno si fa sul proprio agire: non tanto un guadagno economico, che è sterile da molti punti vista, quanto un guadagno di tipo più intimo ed umano». (l.s.)
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