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Modena, all'Ipsia Corni prof. aggrediti e derubati

di Stefano Totaro
Modena, all'Ipsia Corni prof. aggrediti e derubati

Già cento giorni di sospensione in una decina di classi. Un docente ferito da una testata, ad una insegnante presi 250 euro

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MODENA.  Ipsia Corni e i suoi ragazzi terribili: in un mese e mezzo una decina di classi ha già toccato lo score dei cento giorni complessivi di sospensione, un insegnante è stato colpito da una testata, una docente si è trovata il portafoglio prosciugato di 250 euro, un ’altra è stata violentemente strattonata dallo studente che rivoleva indietro il cellulare, un termosifone è stato pressoché divelto , l’acqua ha allagato l’aula e il tutto è stato filmato e postato su Instagram, in una classe c’è stato il lancio di una sedia che fortunatamente non ha colpito il professore.

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I due episodi più gravi, quello della testata e del furto, oltre che in sospensioni si sono trasformati in denunce alle forze dell’ordine ma in attesa che la giustizia faccia il suo corso, il professore ferito e che ha dovuto farsi curare in ospedale si è in pratica licenziato: lui, supplente, ha rinunciato all’incarico che aveva, a quelle ore di insegnamento all’Ipsia.

«Ha detto basta - fanno sapere alcuni insegnanti dell’Istituto professionale Corni - perché non è riuscito più a sopportare la situazione, non se la sentiva più di affrontare quotidianamente lo stress e i pericoli che comporta lavorare in queste situazioni e ha fatto una scelta, alla luce del fatto che è stato aggredito».

Una decina di giorni fa il docente aveva sorpreso tre ragazzi che in un luogo appartato dell’istituto stavano fumando marijuana: si tratta di un ragazzo dell’Ipsia e di due ex studenti sempre del professionale, più grandi e maggiorenni. Lui si è avvicinato, ha detto loro di smetterla e di farsi identificare ma uno di quelli venuto da fuori gli ha sferrato una testata. Il ragazzo dell’Ipsia ha cercato di fare da paciere. L’insegnante è stato medicato in ambulanza e poi al pronto soccorso, l’aggressore è stato identificato (in quanto conosciuto ed ex studente) e denunciato dall’insegnante.

Denunciato anche l'autore del furto dei soldi dal portafoglio della insegnante, avvenuto durante una lezione e con l’aiuto di due complici che facevano il palo per non far vedere “il prelievo” alla prof.

I docenti spiegano che questi assieme ad altri sono i casi più eclatanti ma che questo non accade in tutte le 42 classi dell’istituto. Il problema è generazionale e diffuso nelle classi prime e nelle seconde: grandi contenitori dove convivono ragazzini ancora bambini con ragazzi di pari età ma spesso “cresciuti in strada” o con ripetenti con ben più vaste esperienze.

«Ragazzi che hanno anche già storie di spaccio, alcune denunce - dicono i docenti - e che si comportano spesso come delinquenti. Sono situazioni esplosive, che si ripetono da anni, che sfociano in episodi di vandalismo e di violenza. Ma non è affatto tutto così l’Ipsia. Se si guardano le classi successive, dalla terza in su, il fenomeno praticamente si azzera». Cento giornate di sospensione in una decina di classi tra prime e seconde sono certo un fattore preoccupante ma costituiscono anche un segnale positivo. Questo grazie alla nuova preside che oltre all’Iti “gestisce” la vita scolastica dell’Ipsia.

«In precedenza noi docenti - dicono alcuni insegnanti - facevamo molta fatica a far passare i nostri provvedimenti disciplinari, venivano come “cestinati”: arrivare ad ottenere una sospensione era un fatto davvero eccezionale. Ora c’è la volontà di dare un segnale ai ragazzi, Se si lascia fare tutto allora fanno di tutto e di più, senza limiti. Ora ci sono dei paletti, stiamo facendo vedere che ci sono delle conseguenze quando ci si comporta male. Un semplice esempio: prima c’erano ragazzi che arrivano in classe quando pareva a loro, ora dopo 4 ritardi scatta in automatico un giorno di sospensione. I fatti più gravi sono stati puniti con 15 giorni di sospensione, altri con cinque o sei e così via. Nel caso del termosifone divelto, ad esempio, giorni di sospensione al ragazzo e i genitori hanno dovuto pagare la riparazione. Il percorso educativo è lungo, lo sappiamo, ma ora almeno abbiamo la possibilità di denuncia, di intervenire direttamente con l’appoggio della nostra dirigenza». E sono previsti presto anche dei corsi per i docenti su come affrontare al meglio le situazioni con ragazzi problematici e situazioni a rischio.
 

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