Gazzetta di Modena

Modena

La famiglia: «Non denunceremo»

di Daniele Montanari

«Hanno fatto il possibile. Col Punto Nascite aperto non sarebbe cambiato nulla»

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PAVULLO. Non ha nessuna intenzione di sporgere denuncia la famiglia del bimbo morto all’ospedale di Sassuolo. La mamma Erika Baldoni e il padre Angelo Poli sono provatissimi dal momento, ma sereni nella convinzione che sia stato fatto tutto il possibile dal personale sanitario e dai medici, di fronte a un evento grave e raro. «No, non siamo intenzionati a fare alcun tipo di denuncia», sottolinea Giancarlo Baldoni, padre di Erika, molto conosciuto a Pavullo anche perché sempre presente al mercato settimanale col suo banco di stoffe per la casa. «L’ambulanza è arrivata 5 minuti dopo la chiamata – spiega – e da quel momento l’assistenza è stata encomiabile da parte di tutti. Sono corso anch’io giù in ospedale con loro, e a Sassuolo ci hanno accolto direttamente in reparto con un’equipe già pronta che credo davvero abbia fatto ogni sforzo possibile. Ma non c’era niente da fare, il suo cuore batteva troppo piano. Siamo tutti convinti che sarebbe stato lo stesso anche se fosse stato aperto il punto nascite di Pavullo: bastano 5 minuti dopo un distacco di placenta per rendere irrecuperabile la situazione e condurre alla morte del bimbo o, se si riesce ad estrarlo comunque in tempi rapidissimi, a gravi patologie per la carenza di ossigeno patita. Se capita che sei già in ospedale è un conto, ma da fuori è ben difficile che le cose vadano bene». Anche ieri ovviamente è andato a trovare la figlia in ospedale: «Fisicamente sta abbastanza bene, si è già alzata da letto e presto potrebbe tornare a casa - fa sapere - a riprova del fatto di essere stata trattata con professionalità. Certo che ci sono le ferite dentro, in tutti noi e nell’altro bimbo di 4 anni e mezzo che aspettava il fratellino. Ma queste si possono curare solo col tempo». Non appena saranno completati gli esami autoptici sul corpicino, un atto comunque dovuto, l’intenzione è quella di fare il funerale nella parrocchia di Sant’Antonio, «anche se per ora – precisa il parroco don Emilio Bernardoni – non c'è nulla di fissato. La liturgia prevede una cerimonia di commiato specifica per i bimbi morti ancora prima di ricevere il battesimo, e ci farebbe piacere come comunità stringerci con delicatezza attorno alla famiglia in questo momento tremendo. Erika canta nel coro da anni, è una persona splendida ed è un dolore per tutti quello che è successo. Aspettiamo che torni per abbracciarla e dirle una parola di conforto».

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