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Medici, i redditi degli specialisti degli ospedali Policlinico e Baggiovara

Medici, i redditi degli specialisti degli ospedali Policlinico e Baggiovara

Pubblicati gli elenchi dei 20 redditi più alti da stipendio e libera professione dei medici in servizio nei due ospedali della città di Modena Baggiovara

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MODENA. Guadagna come un buon calciatore di serie A e più rispetto al presidente della Repubblica, ma sia detto senza che nessuno si offenda svolge una funzione a livello medico altamente specializzata a vantaggio della salute pubblica. Si tratta di Livio Presutti, uno dei massimi esperti a livello mondiale di chirurgia endoscopica dell’orecchio e della chirurgia della mano, ed è il “re” dei guadagni tra i medici modenesi. Il professor Presutti - da dicembre scorso docente ordinario a Unimore e dal 2003 direttore di Otorinolaringoiatria al Policlinico - lo scorso anno ha guadagnato infatti oltre mezzo milione di euro. La cifra, che è lorda come tutte quelle pubblicate a fianco, rappresenta la somma tra il proprio stipendio di dipendente medico pubblico e l’attività realizzata in quella che la legge chiama “libera professione” (o anche intramuraria o intramoenia). Presutti è ai vertici di questa speciale classifica dei “camici d’oro” degli ospedali cittadini che comprende numerosi volti noti della medicina. Non tutti, per la verità, perché qualche altro nome, altrettanto illustre, non compare in questa graduatoria per due motivi.

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Essa non comprende quanto percepito tra i medici che hanno un proprio laboratorio (per chi ha scelto la libera professione ma intramuraria ciò è vietato) e neppure lo stipendio che assegna l’Università per quanti sono anche docenti (in classifica è compresa solo una quota di integrazione). Per restare al Policlinico dietro Presutti - che somma i 62mila euro di stipendio ai 459mila della libera professione - si pone il direttore della clinica di Oculistica Gian Maria Cavallini, anch’esso anche docente universitario, con 308mila euro (42mila di stipendio più 266mila in ambulatorio) mentre completa il podio un altro luminare come il direttore di Chirurgia plastica e ricostruttiva Giorgio De Santis (271mila euro).

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Veniamo ai guadagni dei medici attivi negli altri ospedali modenesi compreso Baggiovara. Ecco dunque che se escludiamo il Policlinico universitario il campione dei guadagni è un altro professionista notissimo. È Maurizio Brausi, direttore di Urologia al nosocomio di Carpi che porta a casa 335mila euro lordi, al quale seguono il dentista Pietro Di Michele e il neurochirurgo di Baggiovara Giacomo Pavesi con 221mila euro. «L’offerta di prestazioni in libera professione - spiega l’Ausl - si aggiunge a quella istituzionale ed è un’opportunità per il cittadino di richiedere prestazioni specialistiche, diagnostico-strumentali e di ricovero, con la garanzia di poter scegliere un particolare medico o una particolare equipe. Il ricorso a questo tipo di attività avviene esclusivamente su libera scelta della persona richiedente che dovrà pagare la relativa tariffa definita in conformità alle disposizioni vigenti e autorizzata dall’Azienda. A Modena è attivato un puntuale sistema di controlli per verificare che l’attività libero professionale sia svolta nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa nazionale».

OLTRE 5,5 MILIONI DI PRESTAZIONI AMBULATORIALI

Larga parte dei guadagni dei medici modenesi dipendono appunto dalle prestazioni ambulatoriali in libera professione che tra Policlinico e Baggiovara lo scorso anno sono state oltre 5 milioni e mezzo. Nel 2016, infatti, su un totale di 3.713.493 prestazioni ambulatoriali erogate dal Policlinico, 36.165 (appena lo 0,97%) sono state fornite in regime di libera professione intramuraria. Nello stesso periodo nell’ospedale i ricoveri a pagamento effettuati dal Policlinico sono stati 336 su 39.197 ricoveri effettuati in quello che l’Ausl definisce “regime istituzionale” (è lo 0,86%). «Al Policlinico quindi - spiegano i vertici dell’Ausl - l’attività in libera professione è una offerta di prestazioni molto modesta rispetto a quella istituzionale, ma opportuna perché, come prevede la normativa, permette la scelta del professionista di fiducia. Si tratta, dunque, di un’attività tutto sommato residuale rispetto a quella istituzionale». Sempre lo scorso anno le prestazioni d’ambulatorio Ausl sono state invece 1.848.849: di esse sono 67.008 quelle fornite in regime di libera professione “intramuraria". Nello stesso periodo, i ricoveri a pagamento nelle strutture dell’Ausl sono stati complessivamente 215 (139 con intervento di mezzi di soccorso) su un totale di 56.560; sono state invece 16.263 i ricoveri avvenuti a Baggiovara. Va detto anche che parte dell’attività libero professionale viene erogata a cittadini in convenzione con oneri a carico di assicurazioni o fondi integrativi.

 

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