Una storia iniziata nel 1912 con il negozio di Telesforo
Il fondatore dell’azienda aprì l’attività alimentare a Modena in corso Canalchiaro Le vicende difficili, i tanti cambi di proprietà da Kraft in poi fino al Gruppo Paladin
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La storia del Gruppo Fini comincia nel 1912 in corso Canalchiaro, nel cuore di Modena, quando Telesforo Fini inaugura il proprio negozio di alimentari, una tradizionale bottega di specialità emiliane. Era ancora presto per parlare di azienda, ma proprio da quella piccola attività è nato il marchio Fini, che in pochi decenni è riuscito a diventare sinonimo di pasta fresca ripiena di qualità, dando vita nel tempo a una grande produzione alimentare italiana.
I momenti difficili raggiungono il culmine verso la fine degli Anni Ottanta e nel 1989 gli eredi della famiglia Fini vendono alla multinazionale americana Kraft (oggi The Kraft Heinz Co.), colosso mondiale del settore alimentare: lo storico marchio modenese passa in mani straniere.
Nel 1998 un nuovo cambio di proprietà: il brand viene acquistato dal gruppo imprenditoriale Malgara Chiari & Forti, poi negli anni successivi intervengono Fondi d’investimento stranieri e differenti società che si passano di mano lo storico marchio Fini con risultati non brillanti dal punto di vista industriale. La produzione del tortellino viene delegata a pastifici diversi e gli esiti non sono confortanti sotto tutti i punti di vista.
A fine del 2006 Fini Modena spa viene fusa in Nuova Conserve spa e trasformata nell'attuale Gruppo Fini spa, società proprietaria dei marchi Fini e Le Conserve della Nonna.
Nel 2008 il gruppo italiano Paladin Capital Partners di Giovanni Cagnoli diventa socio di maggioranza e alla guida di Gruppo Fini entra Andrea Ghia, che ancora oggi è l’amministratore delegato della società. Da quel momento tutti gli sforzi del management sono rivolti a risollevare le sorti della grande azienda alimentare modenese, valorizzando il suo potenziale e riportandola a essere una solida realtà italiana. Nel 2015 l’investimento di 6,5 milioni di euro che consente al Gruppo di rinnovare e ampliare lo stabilimento di Ravarino, storica sede di Le Conserve della Nonna, dove viene trasferita anche la produzione della pasta fresca Fini, centralizzando così in un unico polo produttivo le attività dei due marchi.
«L’attenzione al territorio - dice ora l’azienda - si manifesta anche attraverso le attività di comunicazione del marchio Fini, come la campagna online denominata “Noi di Modena”, che mettono in luce gli elementi caratteristici dell’emilianità, della cultura del vivere bene e del gusto genuino e casalingo, della convivialità familiare tipica della tradizione locale. Così, a differenza di numerose realtà dell’alimentare italiane, sempre più spesso rilevate da investitori stranieri, il Gruppo Fini scrive una storia a lieto fine grazie alla lungimiranza e all’impegno di una gestione imprenditoriale italiana che vede nell’italianità un valore imprescindibile per il mantenimento della qualità della tradizione e per lo sviluppo futuro».
«Il marchio Fini si conferma di anno in anno sempre tra i primi tre player leader a volume e a valore nel mercato della pasta ripiena - dice Andrea Ghia, amministratore delegato del Gruppo - Fini è oggi l’unico grande marchio di pasta ripiena a livello nazionale a produrre proprio nella regione dove la tradizione della pasta fresca ripiena ha avuto le sue origini. Questo forte legame con la territorialità è per tutto il Gruppo Fini la spinta che guida la nostra vocazione allo sviluppo, anche oltre confine, è uno stimolo per continuare a crescere e guardare avanti. Il nostro lavoro è quello di trovare modi sempre nuovi per offrire al mercato e ai consumatori un gusto in grado di rappresentare la vera industria alimentare italiana».
Il Gruppo Fini si è anche dotato di un Codice Etico per certificare il proprio impegno nel rispetto delle risorse umane, dell’ambiente e delle pratiche lavorative, del pubblico, chiedendo anche ai propri fornitori di conformarsi a queste buone prassi.
«Non basta - dice l’azienda - garantire la qualità nei prodotti che si propongono, ma anche nel modo di operare e in tutta la filiera. Con questo intento Gruppo Fini ha scelto di adottare, per le attività di tutti i marchi di proprietà, un Codice Etico. Decisione presa per testimoniare e diffondere un modello di comportamento etico coerente con la mission del Gruppo Fini, in cui il rispetto per i lavoratori, l’ambiente e la clientela sono sanciti da precise norme e best practice da tempo adottate quotidianamente in tutti gli ambiti di competenza dell’azienda».
I momenti difficili raggiungono il culmine verso la fine degli Anni Ottanta e nel 1989 gli eredi della famiglia Fini vendono alla multinazionale americana Kraft (oggi The Kraft Heinz Co.), colosso mondiale del settore alimentare: lo storico marchio modenese passa in mani straniere.
Nel 1998 un nuovo cambio di proprietà: il brand viene acquistato dal gruppo imprenditoriale Malgara Chiari & Forti, poi negli anni successivi intervengono Fondi d’investimento stranieri e differenti società che si passano di mano lo storico marchio Fini con risultati non brillanti dal punto di vista industriale. La produzione del tortellino viene delegata a pastifici diversi e gli esiti non sono confortanti sotto tutti i punti di vista.
A fine del 2006 Fini Modena spa viene fusa in Nuova Conserve spa e trasformata nell'attuale Gruppo Fini spa, società proprietaria dei marchi Fini e Le Conserve della Nonna.
Nel 2008 il gruppo italiano Paladin Capital Partners di Giovanni Cagnoli diventa socio di maggioranza e alla guida di Gruppo Fini entra Andrea Ghia, che ancora oggi è l’amministratore delegato della società. Da quel momento tutti gli sforzi del management sono rivolti a risollevare le sorti della grande azienda alimentare modenese, valorizzando il suo potenziale e riportandola a essere una solida realtà italiana. Nel 2015 l’investimento di 6,5 milioni di euro che consente al Gruppo di rinnovare e ampliare lo stabilimento di Ravarino, storica sede di Le Conserve della Nonna, dove viene trasferita anche la produzione della pasta fresca Fini, centralizzando così in un unico polo produttivo le attività dei due marchi.
«L’attenzione al territorio - dice ora l’azienda - si manifesta anche attraverso le attività di comunicazione del marchio Fini, come la campagna online denominata “Noi di Modena”, che mettono in luce gli elementi caratteristici dell’emilianità, della cultura del vivere bene e del gusto genuino e casalingo, della convivialità familiare tipica della tradizione locale. Così, a differenza di numerose realtà dell’alimentare italiane, sempre più spesso rilevate da investitori stranieri, il Gruppo Fini scrive una storia a lieto fine grazie alla lungimiranza e all’impegno di una gestione imprenditoriale italiana che vede nell’italianità un valore imprescindibile per il mantenimento della qualità della tradizione e per lo sviluppo futuro».
«Il marchio Fini si conferma di anno in anno sempre tra i primi tre player leader a volume e a valore nel mercato della pasta ripiena - dice Andrea Ghia, amministratore delegato del Gruppo - Fini è oggi l’unico grande marchio di pasta ripiena a livello nazionale a produrre proprio nella regione dove la tradizione della pasta fresca ripiena ha avuto le sue origini. Questo forte legame con la territorialità è per tutto il Gruppo Fini la spinta che guida la nostra vocazione allo sviluppo, anche oltre confine, è uno stimolo per continuare a crescere e guardare avanti. Il nostro lavoro è quello di trovare modi sempre nuovi per offrire al mercato e ai consumatori un gusto in grado di rappresentare la vera industria alimentare italiana».
Il Gruppo Fini si è anche dotato di un Codice Etico per certificare il proprio impegno nel rispetto delle risorse umane, dell’ambiente e delle pratiche lavorative, del pubblico, chiedendo anche ai propri fornitori di conformarsi a queste buone prassi.
«Non basta - dice l’azienda - garantire la qualità nei prodotti che si propongono, ma anche nel modo di operare e in tutta la filiera. Con questo intento Gruppo Fini ha scelto di adottare, per le attività di tutti i marchi di proprietà, un Codice Etico. Decisione presa per testimoniare e diffondere un modello di comportamento etico coerente con la mission del Gruppo Fini, in cui il rispetto per i lavoratori, l’ambiente e la clientela sono sanciti da precise norme e best practice da tempo adottate quotidianamente in tutti gli ambiti di competenza dell’azienda».
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