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Biglietti di ingresso, ricordi di viaggi da collezione. Un giro del mondo lungo due secoli

di Maria Vittoria Melchioni
Biglietti di ingresso, ricordi di viaggi da collezione. Un giro del mondo lungo due secoli

Patrizio Mazzanti primo collezionista al mondo Ha 36.500 esemplari. Il più raro risale al 1792

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MODENA. Di ritorno da un viaggio spesso ci accorgiamo di avere le tasche piene di biglietti. Dell’autobus, della metro, di un museo, del cinema. E spesso li gettiamo via sulla base dell’idea che, tanto, non ci serviranno più. Il gesto, insomma, ci viene spontaneo, e senza rendercene conto finiamo col gettare via piccoli tesori. Sì perché anche i biglietti hanno un loro mercato e sono preziosi quasi quanto le figurine, se non di più perché difficilmente se ne trovano in ottimo stato.

Patrizio Mazzanti può essere considerato come il collezionista numero uno al mondo di questi piccoli tagliandi di carta con una raccolta di 36.500 esemplari provenienti da 152 Paesi. «Da quando ho memoria ho collezionato qualcosa - racconta Mazzanti - iniziando con le figurine storiche prima dell’avvento di quelle dei calciatori della Panini. Il raccogliere, sistemare piccoli e di per sé insignificanti oggetti, mi è risultato naturale. Questa passione ha avuto negli anni diversi destinatari: dagli oggetti a forma di uova, ai santini, ai pesi per bilance, alle cartoline. Poi la folgorazione sulla via “del Collezionare”: i biglietti di ingresso (di tutti i luoghi visitabili, mostre d’arte, expo antiche e recenti)».

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I biglietti di ingresso si integravano perfettamente gli interessi di Mazzanti che sin da bambino a scuola adorava la geografia e la storia. «Il biglietto d’ingresso, quello che rappresenta, spesso è la sintesi dei miei sogni ad occhi aperti: i viaggi». E così il N’1 da tenere in una teca come zio Paperone fa con il primo dollaro, è il biglietto per l’apertura del passo ferroviario del Sempione datato 1906 che Patrizio ha acquistato nel 1970.

« C’è un vero e proprio mercato dei biglietti d’ingresso, ma un’altra mia fonte d’approvvigionamento sono gli amici - continua Patrizio - Non appena sento che qualcuno è in partenza mi raccomando sempre di conservare i biglietti dei musei, dei monumenti e di tutti i luoghi in cui hanno deciso di andare. Altre volte, basta fare un giro vicino ai cestini dei rifiuti nei pressi di luoghi d’interesse culturale per trovare vere chicche».

Il biglietto più prezioso della collezione Mazzanti risale al 1792 e serviva per visitare una collezione del museo di Capodimonte: «A quel tempo i biglietti erano nominativi, scritti a mano e corredati da stampe o disegni pregevoli». Un’altra chicca sono i biglietti dell’Expo che si tenne a Parigi nel 1889 quando venne inaugurata la Tour Eiffel giunta in questi giorni al suo trecento milionesimo visitatore: «La Tour era il simbolo della grande Esposizione, per cui il biglietto di ingresso all’expo era anche sufficiente per salire sulla torre. Poi dal 1889 al 1900, per 11 anni vennero rilasciati dei biglietti personalizzati a chi voleva, presumo a pagamento. Erano biglietti souvenir, sono fatti da una vera foto all’albumina e nel retro data e a volte il nome del visitatore».

La collezione di Mazzanti (http://www.collezionemazzanti.it) è stata spesso protagonista di mostre in musei in giro per l’Italia che richiedevano pezzi selezionati su particolari argomenti, ma non è mai stata esposta nella sua integrità. «Non so se è una cosa che farò - riflette Mazzanti - Ogni settimana si arricchisce di nuovi pezzi, l’ultimo in ordine cronologico viene da Gardone Riviera. Adoro le piccole esposizioni e i piccoli musei». E poi, come per tutte le collezioni che si rispettino, c’è il pezzo che recita la parte del “Feroce Saladino”, l’introvabile figurina degli anni ’30: «È da tempo che sto cercando il biglietto d’ingresso al “CR7 Museu”, il museo dedicato al calciatore Cristiano Ronaldo che si torva a Madeira. È il primo dedicato ad una persona ancora in vita».

Maria Vittoria Melchioni
 

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