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«Ciclisti contromano Rispetto delle norme no alla cura Bologna»

«Ciclisti contromano Rispetto delle norme no alla cura Bologna»

A Modena non sarà giro di vite come nel vicino capoluogo «Niente multe a raffica, ma il codice vale anche per le bici»

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A Bologna ormai da giorni sta facendo discutere il “giro di vite” che il Comune ha attuato nei confronti dei ciclisti. A Modena invece la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) invita sì i ciclisti a rispettare il codice della strada, ma chiede di non attuare azioni repressive «a spot che creano polemiche, ma risolvono poco mentre l’obiettivo è la convivenza civile di pedoni, ciclisti e automobilisti».

Andiamo con ordine. Nel capoluogo bolognese, oltre alle polemiche su quello che il sindaco Virginio Merola ha chiamato «risveglio civico, sono immediatamente fioccate le multe perché a tanti avere vigili in borghese con questa “missione” è parso un accanimento».

Ciò, nonostante chi usa le due ruote, in una delle aree più inquinate d’Europa secondo gli esperti, non fa ovviamente uso dell’auto.

Quali sono le scelte nella nostra città? L’amministrazione modenese fa sapere di non avere ideato provvedimenti ad hoc sulla falsariga di Bologna - dove per combattere le cattive abitudini dei cicilisti nella prima giornata della campagna comunale le sanzioni sono state ben 46 - e rimanda alle normative contenute nel codice della strada. Le norme, pensa dunque la giunta di Muzzarelli, ci sono e necessariamente vanno rispettate senza l’uso di personale della Municipale in borghese come accade in queste ore a Bologna.

«Da noi - spiega Paola Busani, neopresidente di Fiab Modena - c’è l’invito costante dei ciclisti a rispettare il codice della strada. le regole servono per la convivenza di ciclisti, automobilisti e pedoni e questo spieghiamo quando facciamo i nostri corsi agli stranieri o nelle scuole. Quindi sono obbligatorie luci, catarifrangenti e campanello, per la sicurezza di tutti come abbiamo spiegato in un recente opuscolo».

La Fiab però spiega rispetto al caso di Bologna che le «regole ci sono e non credo che un atteggiamento di quel genere risolva qualcosa. Anche a Modena, comunque capita che i vigili decidano di stringere un po’ facendo controlli più accurati, magari non scegliendo di farne una campagna come a Bologna. A Modena i problemi sono altri, le piste ciclabili ci sono, ma dovrebbero essere meglio collegate in rete tra loro. Inoltre in città, come avviene purtroppo da molte parti, c’è carenza di parcheggi».

Ma quali sono le principali regole da rispettare? Nell’attraverso delle strisce si deve scendere dalla bici solo se la situazione non è in sicurezza per pedoni e condizioni di traffico. E’ vietato circolare sui marciapiedi e sotto i portici oltre che condurre animali, farsi trainare da altro veicolo, zigzagare tra i veicoli anche fermi. Forse la norma che i ciclisti violano con maggior frequenza è però andare contromano, possibilità che il codice italiano non prevede quasi mai nonostante invece in Europa sia possibile da dieci anni.

Stefano Luppi

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