Civile, i tempi di attesa sono scesi a “soli” 3 anni
di Carlo Gregori
Il presidente del Tribunale Gin Tibaldi: «Lavoriamo per ridurre al massimo l’iter Abbiamo 4 nuovi giudici». Tutela: 550 casi ogni 12 mesi da trattare via skype
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Sono arrivati quattro nuovi giudici in Tribunale. Lo ha confermato ieri il presidente pro tempore di Palazzo di Giustizia, il giudice Angelo Gin Tibaldi. Due saranno assegnati alla sezione Monocratica del Tribunale Penale (sostituiscono due magistrati trasferiti); e due sono assegnati al Civile. «Si sono già presentati - ha spiegato Gin Tibaldi - e uno di loro ha preso servizio oggi stesso. Sono giovani e molto motivati. L’arrivo di questi nuovi giudici rientra nell’ambito di sostituzioni e trasferimenti, è vero, ma la buona notizia è che il Ministero di Grazia e Giustizia ha rinnovato la pianta organica di Modena aggiungendone quattro». E questi quattro, c’è da sperare, potrebbero arrivare in tempi abbastanza rapidi.
Il presidente del Tribunale (che è anche presidente del Secondo Collegio del Tribunale Civile) ha spiegato che continua lo sforzo per ridurre i tempi delle cause civili e per gestirle al meglio. «Vediamo i risultato dell’impegno di questi ultimi anni - ha spiegato - se prima trattavamo cause di 4-5 anni fa, ora sono cause di 3-4 anni. Puntiamo ad arrivare a cause al massimo di tre anni fa. Consideriamo che oggi ogni giudice civile a Modena ha un carico di 500-600 cause all’anno delle quali un centinaio risale al 2014 o prima».
Il punto arriva in occasione della presentazione ufficiale del progetto sul collegamento via skype per le procedure di amministrazione di sostegno, un’innovazione importante (presentata sulla Gazzetta di ieri). All’incontro pubblico erano presenti il presidente dell’Ordine degli avvocati di Modena Daniela Dondi e il capo del Settore amministrativo del Tribunale Luigina Signoretti, insieme con il giudice tutelare onorario Carla Belvederi e il sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni per conto dell’Unione Comuni Distretto Ceramico che per primo ha aderito a questo esperimento. «Siamo soddisfatti di questa iniziativa - spiega l’avvocato Dondi - l’utilizzo di skype per collegare giudice e beneficiario è qualcosa di davvero innovativo. In questo modo il Tribunale di Modena, con l’aiuto di Comuni come quelli del Distretto ceramico, fa passi avanti verso un utilizzo della tecnologia per la giustizia che approviamo e sosteniamo». Sono circa 550 le pratiche per l’amministrazione di sostegno che ogni anno il Tribunale di Modena deve affrontare, ha spiegato la Signoretti. «Il numero è abbastanza stabile dal 2007; gli unici picchi sono stati nel 2009 con la crisi e nel 2013 con il terremoto. Adesso non ci sarà più bisogno degli spostamenti del giudice sull’auto del tribunale o di trasporti di malati o paraplegici in tribunale. Non è solo questione di risparmio di tempo o denaro, insomma».
Il presidente del Tribunale (che è anche presidente del Secondo Collegio del Tribunale Civile) ha spiegato che continua lo sforzo per ridurre i tempi delle cause civili e per gestirle al meglio. «Vediamo i risultato dell’impegno di questi ultimi anni - ha spiegato - se prima trattavamo cause di 4-5 anni fa, ora sono cause di 3-4 anni. Puntiamo ad arrivare a cause al massimo di tre anni fa. Consideriamo che oggi ogni giudice civile a Modena ha un carico di 500-600 cause all’anno delle quali un centinaio risale al 2014 o prima».
Il punto arriva in occasione della presentazione ufficiale del progetto sul collegamento via skype per le procedure di amministrazione di sostegno, un’innovazione importante (presentata sulla Gazzetta di ieri). All’incontro pubblico erano presenti il presidente dell’Ordine degli avvocati di Modena Daniela Dondi e il capo del Settore amministrativo del Tribunale Luigina Signoretti, insieme con il giudice tutelare onorario Carla Belvederi e il sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni per conto dell’Unione Comuni Distretto Ceramico che per primo ha aderito a questo esperimento. «Siamo soddisfatti di questa iniziativa - spiega l’avvocato Dondi - l’utilizzo di skype per collegare giudice e beneficiario è qualcosa di davvero innovativo. In questo modo il Tribunale di Modena, con l’aiuto di Comuni come quelli del Distretto ceramico, fa passi avanti verso un utilizzo della tecnologia per la giustizia che approviamo e sosteniamo». Sono circa 550 le pratiche per l’amministrazione di sostegno che ogni anno il Tribunale di Modena deve affrontare, ha spiegato la Signoretti. «Il numero è abbastanza stabile dal 2007; gli unici picchi sono stati nel 2009 con la crisi e nel 2013 con il terremoto. Adesso non ci sarà più bisogno degli spostamenti del giudice sull’auto del tribunale o di trasporti di malati o paraplegici in tribunale. Non è solo questione di risparmio di tempo o denaro, insomma».
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