Croce Rossa: 34 “sorelle” che vivono per gli altri
di Arianna De Micheli
In via Attiraglio la sede delle infermiere volontarie, 16 quelle in servizio in città Il 13 novembre al via i nuovi corsi di addestramento: cosa fare per partecipare
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Persone che aiutano persone. Sono le infermiere volontarie della Croce Rossa italiana (corpo ausiliario delle Forze Armate), sorelle laiche con una radicata fede nell’amore che dal 1908 offrono assistenza sanitaria e psicologica all’insegna di un credo che ogni giorno si rinnova.
«Ama, conforta, lavora, salva. Ecco il nostro motto. Noi siamo tutte le persone che abbiamo aiutato». Parola di Sorella Galassini che di nome fa Francesca. Responsabile della comunicazione in ambito modenese, Francesca è una giovane donna piena di luce dal sorriso dolcissimo. «Mia nonna Romana è stata crocerossina durante la seconda guerra mondiale. Da lei ho imparato che nel mondo non esiste forza motrice in grado di competere con l’amore. Chiunque abbia un titolo di studio superiore e un’età compresa tra i 18 e i 55 anni può diventare infermiera volontaria».
Oltre ad una potente motivazione occorre però una buona dose di tenacia e grande consapevolezza. Ma è soprattutto la capacità di emozionarsi, di provare profonda empatia nei confronti di chi soffre a segnare la differenza. «Diventare una sorella, appellativo che cancella le disparità relative allo stato sociale e riporta ad una dimensione familiare, significa scegliere di andare dove gli altri non vanno, esserci ancor prima di fare». Esserci nell’ambulatorio della sede di strada Attiraglio 3/a, aperto dalle 8.30 alle 10.30, oppure nel dispensario al civico 4 di via Spontini (dalle 17 alle 19) a disposizione di chi magari ha solo bisogno di misurare la pressione e chiede qualche parola, qualche gesto di conforto. «Offriamo ogni giorno 25 prestazioni ambulatoriali, dalle terapie iniettorie alle medicazioni semplici».
Esserci nell’emergenza quando la terra trema e le case crollano, esserci sul fronte di guerra e nelle situazioni più estreme come nel caso di utilizzo di armi chimiche o di ordigni nucleari. Discrete, silenziose ma con il cuore sempre in prima linea, le sorelle sanno rispondere alle esigenze delle persone più vulnerabili. Forti di una formazione a trecentosessanta gradi oltremodo puntuale questi angeli in divisa seguono un’etica di stampo militare e sposano un codice di comportamento rigoroso. Un rigore di cui le uniformi, adeguate nel corso del tempo ma sempre con la croce rossa in evidenza, sono emblema. “Durante il tirocinio è necessario indossare il velo. E questo per alcune candidate può rappresentare uno scoglio. I nuovi corsi di durata biennale inizieranno a gennaio. Prevedono 950 ore di lezioni teoriche e 1100 ore di tirocinio in ospedale.
Quante sono le infermiere volontarie a Modena? Trentaquattro di cui però solo 16 in attività. Una volta terminato il periodo di formazione e superati gli esami si rimane sorelle per tutta la vita. Ma per essere considerate attive è necessario garantire almeno trenta presenze all’anno di quattro ore. «La nostra attuale referente è l’ispettrice Morena Caleffi». L’appuntamento è dunque per lunedì 13 novembre a Modena in strada Attiraglio 3/a. Qui alle 20.45 saranno presentati i nuovi corsi atti ad ottenere il titolo di Infermiera Volontaria abilitata in ambito delle Forze Armate e della Croce Rossa Italiana alle funzioni della professione infermieristica. Titolo equivalente alla qualifica di operatore socio sanitario specializzato.
«Ama, conforta, lavora, salva. Ecco il nostro motto. Noi siamo tutte le persone che abbiamo aiutato». Parola di Sorella Galassini che di nome fa Francesca. Responsabile della comunicazione in ambito modenese, Francesca è una giovane donna piena di luce dal sorriso dolcissimo. «Mia nonna Romana è stata crocerossina durante la seconda guerra mondiale. Da lei ho imparato che nel mondo non esiste forza motrice in grado di competere con l’amore. Chiunque abbia un titolo di studio superiore e un’età compresa tra i 18 e i 55 anni può diventare infermiera volontaria».
Oltre ad una potente motivazione occorre però una buona dose di tenacia e grande consapevolezza. Ma è soprattutto la capacità di emozionarsi, di provare profonda empatia nei confronti di chi soffre a segnare la differenza. «Diventare una sorella, appellativo che cancella le disparità relative allo stato sociale e riporta ad una dimensione familiare, significa scegliere di andare dove gli altri non vanno, esserci ancor prima di fare». Esserci nell’ambulatorio della sede di strada Attiraglio 3/a, aperto dalle 8.30 alle 10.30, oppure nel dispensario al civico 4 di via Spontini (dalle 17 alle 19) a disposizione di chi magari ha solo bisogno di misurare la pressione e chiede qualche parola, qualche gesto di conforto. «Offriamo ogni giorno 25 prestazioni ambulatoriali, dalle terapie iniettorie alle medicazioni semplici».
Esserci nell’emergenza quando la terra trema e le case crollano, esserci sul fronte di guerra e nelle situazioni più estreme come nel caso di utilizzo di armi chimiche o di ordigni nucleari. Discrete, silenziose ma con il cuore sempre in prima linea, le sorelle sanno rispondere alle esigenze delle persone più vulnerabili. Forti di una formazione a trecentosessanta gradi oltremodo puntuale questi angeli in divisa seguono un’etica di stampo militare e sposano un codice di comportamento rigoroso. Un rigore di cui le uniformi, adeguate nel corso del tempo ma sempre con la croce rossa in evidenza, sono emblema. “Durante il tirocinio è necessario indossare il velo. E questo per alcune candidate può rappresentare uno scoglio. I nuovi corsi di durata biennale inizieranno a gennaio. Prevedono 950 ore di lezioni teoriche e 1100 ore di tirocinio in ospedale.
Quante sono le infermiere volontarie a Modena? Trentaquattro di cui però solo 16 in attività. Una volta terminato il periodo di formazione e superati gli esami si rimane sorelle per tutta la vita. Ma per essere considerate attive è necessario garantire almeno trenta presenze all’anno di quattro ore. «La nostra attuale referente è l’ispettrice Morena Caleffi». L’appuntamento è dunque per lunedì 13 novembre a Modena in strada Attiraglio 3/a. Qui alle 20.45 saranno presentati i nuovi corsi atti ad ottenere il titolo di Infermiera Volontaria abilitata in ambito delle Forze Armate e della Croce Rossa Italiana alle funzioni della professione infermieristica. Titolo equivalente alla qualifica di operatore socio sanitario specializzato.
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