«Educare sempre più arduo, ma non perdiamo la speranza»
«Educare è sempre più difficile però non dobbiamo perdere la speranza». Don Erio Castellucci commenta così gli ultimi fatti riguardanti la scuola. Ci sono professoresse prese a cestini in faccia e...
1 MINUTI DI LETTURA
«Educare è sempre più difficile però non dobbiamo perdere la speranza». Don Erio Castellucci commenta così gli ultimi fatti riguardanti la scuola. Ci sono professoresse prese a cestini in faccia e docenti derubati in diversi istituti di Modena e provincia. Il vescovo prende la parola mentre si trova al cimitero monumentale di San Cataldo per la festa del 2 novembre e rilancia la «sfida educativa». Un’espressione molto usata, se non abusata, negli ultimi tempi, ma che racchiude il senso di un compito non facile. «Se perdessimo la sfida educativa perderemmo intere generazioni – sottolinea il vescovo – per cui dobbiamo continuare a puntare sulla bellezza dei valori. Essi provengono dal Vangelo, per chi crede, e dalla convivenza umana. Sono l’impegno per gli altri, il rispetto, una società basata sul bene». Don Erio sa bene che i ragazzi «sono pieni di stimoli, di prospettive». Tuttavia, «per molti sono solo clienti». Ecco perché «la scuola e chiunque abbia voglia di educare, come la parrocchia e altri enti, si trovano davanti a una concorrenza sleale». Da tale considerazione la sfida di non perdere la speranza, rilanciata nel giorno in ricordo dei morti. «La giornata serve per ricordarci della tappa più importante della nostra esistenza, il passaggio alla vita eterna – conclude il vescovo – e per prepararci, amando». (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google