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pavullo. l’azienda agricola Casa capuzzola 

«I miei prodotti solo a chi è contro i lupi»

di Luca Gardinale
«I miei prodotti solo a chi è contro i lupi»

PAVULLO. Quindici giorni di lavoro per oltre mille euro di materiali. Tutto questo con la speranza che lo sforzo sia sufficiente per tenere lontani i lupi, che negli anni passati hanno fatto (diverse...

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PAVULLO. Quindici giorni di lavoro per oltre mille euro di materiali. Tutto questo con la speranza che lo sforzo sia sufficiente per tenere lontani i lupi, che negli anni passati hanno fatto (diverse volte) razzia di pecore. Succede a Verica, dove l’azienda agricola Casa Capuzzola ha deciso di dotare il recinto della fattoria - 1.700 metri - della corrente elettrica ad alta tensione per proteggere il bestiame. «Tutto questo per cercare di evitare scavalcamenti delle reti alte due metri da parte dei lupi, come era successo in settembre - spiega il titolare Dino Mazzini - tanto che ormai sono pronto anche… a un’invasione di zombie. Le mie terre assomigliano più ad un campo di concentramento che ad una azienda agricola ma è una vergogna che per continuare le attività di allevamento tradizionali, le uniche eco-sostenibili e rispettose del benessere degli animali, si debbano trasformare le nostre colline (e presto anche le pianure) in questo modo». Nel mirino soprattutto gli animalisti: «Questa assurda protezione totale del lupo anche al di fuori dei parchi - riprende - serve solo ad accontentare quattro gatti, perché a parte i “like” su Facebook, si può contare quanti sono veramente solo quando organizzano manifestazioni…». Una decisione, quella di rafforzare i sistemi di protezione contro i lupi, che per l’azienda di Verica sarà accompagnata da una scelta altrettanto forte: quella di vendere i propri prodotti solo a chi decide di sottoscrivere una dichiarazione: «Sperando che tanti altri produttori facciano come me - spiega Mazzini -. Chi vorrà acquistare i miei prodotti dovrà firmare una dichiarazione in cui sottoscrive di non far parte di un’associazione animalista o ambientalista, di essere favorevole, come ultima soluzione, ad un controllo del numero dei lupi anche mediante il fucile, e di condividere il fatto che dovrebbe essere la collettività, e non i singoli pastori, a farsi carico dei danni e delle opere che servono a proteggersi dai lupi. Dopo tutte le forme di protesta che ho messo in atto dal 2007 per sollevare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni è giunto il momento di rivolgersi alla gente. Chi vuole mangiare cose genuine deve stare dalla parte dell’allevatore, mentre chi sta con i lupi può mangiare porcherie industriali».

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