Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Modena, da “Pepa l’Arepa” dove la tavola parla venezuelano

di Patrizia Cantusci
Modena, da “Pepa l’Arepa” dove la tavola parla venezuelano

Nel locale di via Vignolese piatti e birre tipiche E poi pizze per una fusion italosudamericana

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Le sorelle Yleana e Carmen sono nate in Venezuela nella città di Valencia, fulcro industriale, nonché capitale, dello Stato di Carabobo. A Modena, nel 2013, hanno aperto un piccolo locale di cucina etnica di qualità, Pepa l'Arepa, centrato sui piatti tipici della miglior tradizione venezuelana. L'esercizio si trova in via Vignolese, civico 473.

È aperto da martedì a domenica dalle 18 alle 23. Strutturato sulla formula “take a-way”, il locale ha anche dieci piccoli tavoli. Profumi di spezie caraibiche, arredi gradevoli nei colori della bandiera del Venezuela e gentilezza degli esercenti completano il corredo di un esercizio innovativo che è stato adottato in tempi brevi dai modenesi. La storia del piatto principe della cucina venezuelana, l'arepa, meriterebbe un piccolo trattato per via delle sue numerose declinazioni, ma, di più, è la storia dei personaggi a meritare il racconto per via dell'amore che nacque nelle aule universitarie tra due sorelle e due ragazzi italovenezuelani, Cesare e Nicola.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16073270:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16073270:1650048180/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Si sposano, nascono figli. Nel 2003, Cesare Giovini, radici a Maranello, e Yleana, vi si trasferiscono. Nel 2012 vengono raggiunti da Carmen e Nicola. «Ogni scelta, ogni passo, ogni decisione, è stata assunta per dare un futuro migliore ai nostri figli.

Quando aprimmo questo locale pensammo a loro tre. La volontà di gettare basi solidi per i ragazzi è stata sia spinta iniziale che definitiva», spiegano Carmen e Yleana. «Oggi possiamo dire di aver fatto un passo sensato pur con il dolore di lasciare le famiglie d'origine. Non è mai facile. In compenso abbiamo portato con noi la sapienza delle pietanze venezuelane». L'arepa è una delle pietanze più tipiche. È fatta con farina di mais e viene cotta sulla piastra per, infine, fare da scrigno ad una serie di farciture. Carne, fagioli neri, salse, come la “guacamole venezuelana”, e molto altro. Ogni elemento meriterebbe descrizione. Il “plàtano”, per esempio. «È un cugino della banana.

Non tutti sanno che di banane esistono numerose tipologie. Ce ne sono anche di piccolissime. Il plàtano, invece, è grande. Viene tagliato a fette e fritto, quando è molto maturo. Il plàtano verde, invece, viene servito come “tostòn”, ma solo a livello industriale. Per carne “mechada” intendiamo carne sfilettata cotta con pomodoro, peperoni, aglio, cipolla. Nella arepa “Pelùa” mettiamo proprio la “mechada” con formaggio. L'arepa “Reina Pepiada” contiene, di base, pollo, avocado, cipolla, formaggio, maionese. E così via. I modenesi? Alcuni entrano titubanti ma, come tutti, si avvicinano incuriositi al bancone.

Spieghiamo ogni farcitura, elenchiamo gli ingredienti, le modalità di preparazione. Amano sperimentare, scelgono con accuratezza e con voglia di sapere», racconta Yleana. Sperimentazione sta anche nella possibilità di ordinare, tra le pizze classiche preparate da Cesare e Nicola in un angolo del locale, alcune altre farcite con ingredienti venezuelani, come la “Pata Molida”, la “Caracas”, la “Pepa”. «Le abbiamo ideate per coniugare due culture e due tradizioni. Vogliono essere il punto di unione tra la terra che abbiamo lasciato e quella che ci ha accolti». Infine le birre. Dal Brasile, Argentina, Messico. Ma, su tutte, la “cerveza Polar”, ottima birra del Venezuela, detta “cervecita” nel suo diminutivo. Diminutivo che è uso, nonché divertente vezzo, nel Paese tutto.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google