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Vaffa e insulti ai professori? Subito a casa

Vaffa e insulti ai professori? Subito a casa

Tolleranza zero al Venturi e al Cattaneo-Deledda per le infrazioni gravi. Sinora 10 casi su 3000 alunni

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Anche il preside Alberto De Mizio, come la sua collega Giuliani, si trova a governare una scuola di frontiera. Anzi, per l’esattezza tre, visto che il blocco dei concorsi e la mancanza di ricambi hanno spinto i Provveditori ad affidare le reggenze di istituti senza dirigente.

Morale. De Mizio oggi si ritrova a capo del Cattaneo-Deledda e del Venturi, quasi 3000 alunni, con una presenza a rotazione negli istituti per garantire quella presenza fisica necessaria a conoscere di persona docenti e situazioni complicate tra le classi. In pratica i due presidi, accomunati da organici super, rappresentano da soli circa la metà della popolazione delle scuole superiori modenesi. E anche gli istituti dove ci sono più casi difficili, in cui una buona parte delle prime e seconde classi è costituita da ragazzi e ragazze che senza l’obbligo scolastico sarebbero rimasti a casa.

Dunque a che punto siamo con le questioni disciplinari?

«Ci sono situazioni su cui non ci può essere altra risposta che la tolleranza zero - spiega il preside - Anche se molti nostri studenti vengono da situazioni difficili o problematiche non possiamo tollerare gli insulti ai docenti quando gli studenti vengono rimproverati per ragioni disciplinari. Proprio una decina di giorni fa ho chiamato i genitori affinchè venissero a riprendersi il figlio che aveva apostrofato il docente con un sonoro “figlio di ...”. È troppo. È inaccettabile, così salta l’equilibrio su tutta la classe, anche con chi poi si sente ignorato perché rispetta le regole».

Da quando è iniziato l’anno scolastico nei due istituti in cui è preside i provvedimenti disciplinari veri e propri, quelli che sfociano in una sospensione vera e propria anche per un solo giorno, lo standard medio insomma, sono stati una decina su un totale di 3000 studenti. Pochi? Molti? Considerando che per l’intero anno scolastico passato sono stati una cinquantina non si può certo dire che ci sia un problema di ordine pubblico nella gestione delle aule.

Sulla questione dei ritardi nelle prime ore invece c’è una politica flessibile, fatta di valutazioni che guardano caso per caso. A volte infatti ci sono studenti e studentesse del quarto e quinto anno che dopo la scuola il pomeriggio e a volte anche la sera devono lavorare per dare una mano a far quadrare il bilancio familiare.

«Per questo è indispensabile che il consiglio di classe si muova con tatto e discrezione - annuisce De Mizio - Ogni studente è una persona, con suoi problemi e necessità. Noi gli chiediamo ogni giorno, con lo studio e nei comportamenti, di adeguarsi a un determinato standard. Ma al di fuori di questo resta il problema di una vita che è fatta di altri momenti, di famiglia e di affetti oltre che di bisogni a cui comunque occorre dare ascolto. Con intelligenza e lealtà certo e proprio per questo sono intollerabili i comportamenti dei prepotenti e dei bulli». (s.c.)

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