Damiano, l’arbitro più giovane d’Italia
Formigine. Il 12enne ha appena ottenuto il patentino Csi: «Non vedo l’ora di dirigere gli adulti»
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FORMIGINE. Da un’idea partita per gioco, in un pomeriggio di febbraio 2016, alla conquista dell’idoneità di arbitro amatoriale Csi, avvenuta nei giorni scorsi a Modena che lo ha reso di fatto l’arbitro di calcio più giovane d’Italia. Una storia normale, se il destinatario del titolo fosse un adolescente o un adulto, straordinaria perché, il protagonista di questa conquista è un ragazzino di 12 anni,
Damiano Bellini, pavullese di nascita, ma formiginese d’adozione, conosciuto all’interno del territorio per aver “diretto”, anche se per pochi minuti, due importanti match come il “Diamo un calcio al razzismo” del 23 marzo nel pratone del Colombaro ed il triangolare del “Settembre Formiginese” (18 settembre) con l’inaugurazione del campo “Bora” tra via dello sport e via Ferrari, che ha visto affrontarsi Nazionale italiana amputati, Pgs Smile (squadra di casa) e Nazionale deejay. Pochi minuti, la cui somma forse non raggiunge nemmeno i trenta, ma essenziali per far pratica.
Damiano però ha saputo dimostrare nelle due occasioni concesse la sua professionalità, alzando al momento giusto la bandierina del guardalinee, ignorando i richiami dei tifosi, per eventuali segnalazioni di fuorigioco, svolgendo il proprio dovere. Sedici su venti allo scritto, il massimo all’orale, questi i due punteggi ottenuti dal ragazzo che, nei mesi scorsi, ha ricevuto dal Centro Sportivo Italiano l’accesso al corso dimostrandosi uno dei migliori e pronto ad affrontare una lunga e appassionante carriera, iniziando dai campetti di provincia fino al raggiungimento delle serie più importanti, con un sorriso a trentadue denti e la voglia di crescere in uno sport come il calcio dove, per novanta minuti, si troverà giudice.
«Ho concluso un percorso didattico, adesso inizierò ad arbitrare seriamente, dando inizio a questa entusiasmante avventura che, come tutte le sue cose ha i suoi pro e i suoi contro - dice il giovane fischietto - L’incontro con i ragazzi di origine straniera al campo della parrocchia è stato uno degli incontri più importanti della mia giovane vita - continua sorridendo - Ora, dopo aver passato un po’ di tempo sui libri vorrei iniziare a mettere in pratica i frutti di questo impegno, confrontandomi con persone più grandi ed esperte per poter crescere professionalmente in questo settore. Voglio dire grazie a mia madre e al Csi modenese per avermi dato un’opportunità del genere».
Una cosa è certa: di Damiano Bellini, l’arbitro più giovane d’Italia, si sentirà ancora parlare, magari in un torneo di maggior blasone, dopo la gavetta tra i campi di provincia.
Fabrizio Tosi
Damiano Bellini, pavullese di nascita, ma formiginese d’adozione, conosciuto all’interno del territorio per aver “diretto”, anche se per pochi minuti, due importanti match come il “Diamo un calcio al razzismo” del 23 marzo nel pratone del Colombaro ed il triangolare del “Settembre Formiginese” (18 settembre) con l’inaugurazione del campo “Bora” tra via dello sport e via Ferrari, che ha visto affrontarsi Nazionale italiana amputati, Pgs Smile (squadra di casa) e Nazionale deejay. Pochi minuti, la cui somma forse non raggiunge nemmeno i trenta, ma essenziali per far pratica.
Damiano però ha saputo dimostrare nelle due occasioni concesse la sua professionalità, alzando al momento giusto la bandierina del guardalinee, ignorando i richiami dei tifosi, per eventuali segnalazioni di fuorigioco, svolgendo il proprio dovere. Sedici su venti allo scritto, il massimo all’orale, questi i due punteggi ottenuti dal ragazzo che, nei mesi scorsi, ha ricevuto dal Centro Sportivo Italiano l’accesso al corso dimostrandosi uno dei migliori e pronto ad affrontare una lunga e appassionante carriera, iniziando dai campetti di provincia fino al raggiungimento delle serie più importanti, con un sorriso a trentadue denti e la voglia di crescere in uno sport come il calcio dove, per novanta minuti, si troverà giudice.
«Ho concluso un percorso didattico, adesso inizierò ad arbitrare seriamente, dando inizio a questa entusiasmante avventura che, come tutte le sue cose ha i suoi pro e i suoi contro - dice il giovane fischietto - L’incontro con i ragazzi di origine straniera al campo della parrocchia è stato uno degli incontri più importanti della mia giovane vita - continua sorridendo - Ora, dopo aver passato un po’ di tempo sui libri vorrei iniziare a mettere in pratica i frutti di questo impegno, confrontandomi con persone più grandi ed esperte per poter crescere professionalmente in questo settore. Voglio dire grazie a mia madre e al Csi modenese per avermi dato un’opportunità del genere».
Una cosa è certa: di Damiano Bellini, l’arbitro più giovane d’Italia, si sentirà ancora parlare, magari in un torneo di maggior blasone, dopo la gavetta tra i campi di provincia.
Fabrizio Tosi
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