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Disabili esclusi dal lavoro «È il momento di tutelarli»

di Alfonso Scibona
Disabili esclusi dal lavoro «È il momento di tutelarli»

Franco Cappella ha fondato “L’ora del noi” per agevolarne le assunzioni «C’è chi paga per aggirare la legge, noi invece li formiamo per garantire dignità»

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Continuano i problemi nell’ottenere una occupazione decorosa per invalidi e portatori di handicap, che nel territorio di Sassuolo superano le 500 unità. Ragazzi e adulti sono in cerca di un lavoro che non trovano, nonostante le quote stabilite per legge, destinate alla categoria protetta. Per ovviare a tutto ciò c’è un’idea, lanciata da Franco Cappella, che da poche settimane ha fondato l’associazione “L’ora del noi” per formare - con diversi laboratori - invalidi e portatori di handicap e portarli ad un livello tale da essere inseriti nel mondo del lavoro senza incassare rifiuti.

E il piano sta cominciando a funzionare. Cappella, con un passato in ceramica, ha ottenuto alcune specializzazioni per lavorare con i disabili e collabora con diverse associazioni. «Dopo la specializzazione a Bologna - spiega - ho iniziato a lavorare con alcuni ragazzi con disabilità gravi per migliorarne la condizione generale ed avviarli a quello che potevano fare con l’handicap che avevano. A poco a poco ho pensato che il sistema poteva aiutare tante altre persone ed ho fondato “L’ora del noi”, che sto facendo conoscere tra le associazioni del territorio, a Sassuolo ed oltre».

Per andare avanti ci vogliono fondi, una sede: qual è lo stato attuale?

«Ho chiesto in giro e dopo qualche tentativo ho trovato accoglienza al circolo “Fossetta”, dove ho iniziato una serie di corsi, adatti ai ragazzi ed alle ragazze le cui famiglie hanno aderito al mio messaggio. Al momento ci sono una ventina di corsi, al maschile e femminile, con alcuni ragazzi che arrivano dalla sponda reggiana del distretto sassolese».

Il riconoscimento ufficiale è arrivato?

«Ho deciso di seguire l’iter corretto per l’associazione iscrivendola all’Agenzia delle entrate e nel registro del volontariato. Oltre che al circolo “Fossetta”, dove opero al lunedì, dalle 15 alle 17, ho avviato una collaborazione con l’associazione “Concresco” e porto la mia esperienza nella loro sede. Ho cercato e trovato collaborazione nella Cna di Sassuolo ed ho avuto il primi contatti anche con la Cna provinciale e col presidente Claudio Medici. Non chiedo finanziamenti, anche se sono a conoscenza che alcune aziende, per ovviare alla mancanza di proprie assunzioni di invalidi, finanziano associazioni come la mia per regolarizzarsi con la legge».



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