Guernica apre il cinema Olympia
di Stefano Totaro
Nuova occupazione degli antagonisti: «Resteremo a lungo, ripuliamo e lo ridiamo alla cittadinanza»
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Quello spettacolare mosaico, nel cuore di tanti modenesi e divenuto il baluardo del braccio di ferro su chi voleva abbattere e chi al contrario proteggere tutto l’edificio, verrà trattato come una reliquia.
«Lo proteggeremo, nessuno lo danneggerà anche perché è in pratica il simbolo di questa situazione: un luogo, uno spazio grande, ancora meraviglioso e sopratutto che poterebbe essere fruibile alla città, ai cittadini ma che invece rimane ingabbiato nel solito gap tra pubblico e privato, tra chi vuole abbattere e chi vorrebbe preservare o magari ricostruire con altro cemento».
Il mosaico dell’ex cinema Olympia in via Malmusi non si tocca, parola del Collettivo Guernica. Tutto attorno però sarà occupazione, sarà spazio autogestito, saranno iniziative, musica, incontri e martedì si svolgerà una assemblea aperta alla cittadinanza. Questo solo per iniziare perché quelli del Guernica, dicono alcuni militanti, non se ne andranno dopo qualche giorno di “riappropriazione dello spazio” come hanno fatto nello scorso week end all'interno della sede della Gb Ricambi a Modena Est in via dell’Industria. «Questa volta - dice uno dei giovani che ieri pomeriggio era già indaffarato nelle operazioni di pulizia e riassesto - sarà una occupazione. »Noi auspichiamo, e ci batteremo per questo, che questa occupazione sia duratura. Noi vogliamo trasformare questo posto abbandonato da una quindicina di anni in un luogo recuperato e ridato alla città. Uno spazio fisso, una specie di sede, di laboratorio permanente, aperto e partecipativo».
E per creare, far nascere questo spazio va fatto... spazio: i giovani militanti già primo pomeriggio di ieri si sono messi all’opera, mentre all'esterno si erano già fermate due vetture della polizia municipale, raggiunte poco dopo da un’auto con alcuni poliziotti della Digos della questura di Modena che hanno preso contatto con i presenti e si sono informati sui programmi e sulla situazione.
Intanto all'interno dell’ex cinema Olympia si stava già lavorando. «È difficile che riusciremo a sistemare la grande sala dove c’era lo schermo, forse solo una piccola parte....».
In effetti l’impatto visivo è forte: dove c’erano le fila con le poltroncine ora non c’è è più nulla, come vedere, nel buio e coperte da polvere più che decennale, le gradinate dello stadio Braglia prima dell'avvento dei seggiolini. Poltrone e poltroncine, suppellettili e quant’altro costituiscono una montagna ai piedi della parete dello schermo. Tutto attorno i muri, denudati, spolpati, a cingere il vuoto. «Le nostre iniziative - spiega uno degli antagonisti - inizieremo a farle nella hall, all’ingresso, dove appunto c’è il mosaico che metteremo in sicurezza» .
Uno dei cinema più belli e amati di Modena, disegnato nel 1954 dagli architetti neorazionalisti Vinicio Vecchi e Mario Pucci, quello con il celebre mosaico di Luciano Giberti alla cassa, un esempio raro di intervento artistico anni Cinquanta: gli antagonisti del Guernica sanno, conoscono la storia di questo luogo dei modenesi e a modo loro combattono contro il degrado e l’oblio forzato e combattono per riqualificare, per ridare alla città spazi che «una politica ottusa continua a non voler recuperare per scelta precisa, proprio perché manca la volontà di farlo».
Soprattutto qui all’ex cinema Olympia, che presto dunque ospiterà come ai bei tempi musica, eventi, un po’ di spettacolo insomma, il collettivo Guernica ha intenzione di creare, radicare e diffondere un nuovo modello di socialità e di aggregazione.
«Lo proteggeremo, nessuno lo danneggerà anche perché è in pratica il simbolo di questa situazione: un luogo, uno spazio grande, ancora meraviglioso e sopratutto che poterebbe essere fruibile alla città, ai cittadini ma che invece rimane ingabbiato nel solito gap tra pubblico e privato, tra chi vuole abbattere e chi vorrebbe preservare o magari ricostruire con altro cemento».
Il mosaico dell’ex cinema Olympia in via Malmusi non si tocca, parola del Collettivo Guernica. Tutto attorno però sarà occupazione, sarà spazio autogestito, saranno iniziative, musica, incontri e martedì si svolgerà una assemblea aperta alla cittadinanza. Questo solo per iniziare perché quelli del Guernica, dicono alcuni militanti, non se ne andranno dopo qualche giorno di “riappropriazione dello spazio” come hanno fatto nello scorso week end all'interno della sede della Gb Ricambi a Modena Est in via dell’Industria. «Questa volta - dice uno dei giovani che ieri pomeriggio era già indaffarato nelle operazioni di pulizia e riassesto - sarà una occupazione. »Noi auspichiamo, e ci batteremo per questo, che questa occupazione sia duratura. Noi vogliamo trasformare questo posto abbandonato da una quindicina di anni in un luogo recuperato e ridato alla città. Uno spazio fisso, una specie di sede, di laboratorio permanente, aperto e partecipativo».
E per creare, far nascere questo spazio va fatto... spazio: i giovani militanti già primo pomeriggio di ieri si sono messi all’opera, mentre all'esterno si erano già fermate due vetture della polizia municipale, raggiunte poco dopo da un’auto con alcuni poliziotti della Digos della questura di Modena che hanno preso contatto con i presenti e si sono informati sui programmi e sulla situazione.
Intanto all'interno dell’ex cinema Olympia si stava già lavorando. «È difficile che riusciremo a sistemare la grande sala dove c’era lo schermo, forse solo una piccola parte....».
In effetti l’impatto visivo è forte: dove c’erano le fila con le poltroncine ora non c’è è più nulla, come vedere, nel buio e coperte da polvere più che decennale, le gradinate dello stadio Braglia prima dell'avvento dei seggiolini. Poltrone e poltroncine, suppellettili e quant’altro costituiscono una montagna ai piedi della parete dello schermo. Tutto attorno i muri, denudati, spolpati, a cingere il vuoto. «Le nostre iniziative - spiega uno degli antagonisti - inizieremo a farle nella hall, all’ingresso, dove appunto c’è il mosaico che metteremo in sicurezza» .
Uno dei cinema più belli e amati di Modena, disegnato nel 1954 dagli architetti neorazionalisti Vinicio Vecchi e Mario Pucci, quello con il celebre mosaico di Luciano Giberti alla cassa, un esempio raro di intervento artistico anni Cinquanta: gli antagonisti del Guernica sanno, conoscono la storia di questo luogo dei modenesi e a modo loro combattono contro il degrado e l’oblio forzato e combattono per riqualificare, per ridare alla città spazi che «una politica ottusa continua a non voler recuperare per scelta precisa, proprio perché manca la volontà di farlo».
Soprattutto qui all’ex cinema Olympia, che presto dunque ospiterà come ai bei tempi musica, eventi, un po’ di spettacolo insomma, il collettivo Guernica ha intenzione di creare, radicare e diffondere un nuovo modello di socialità e di aggregazione.
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