Il 70% dei modenesi fatica a conciliare la casa con il lavoro
di Gabriele Farina
L’analisi condotta dal Comune sui cittadini tra i 25 e i 65 anni Le più penalizzate sono donne e giovani coppie in difficoltà
3 MINUTI DI LETTURA
Conciliare casa e lavoro? Sempre più difficile per sette modenesi su dieci. La fotografia emerge dalla ricerca “La città che cambia”, presentata ieri a Giurisprudenza durante il convegno “Quo Vadis Modena?”. L’analisi è stata condotta dal Comune su 1.400 nostri concittadini, di età compresa tra 25 e 65 anni. Sono tutti lavoratori, anzi. Il 45% del campione lavora tra le 6 e le 9 ore al giorno, il 13% dalle 9 alle 12 e c’è anche un 4,2% che dedica oltre metà della giornata al lavoro. Del lavoro domestico, secondo la ricerca sviscerata dal sociologo Vittorio Martinelli, si occupano il 24,1% delle donne intervistate e il 12,8% degli uomini. Al contrario, l’attività lavorativa tradizionale è compiuta dal 32,2% dai maschi e il 26,2% delle femmine. Quasi inevitabile che il 70,6% del campione consideri più difficile conciliare le attività quotidiane con il tempo per se stessi. La percentuale sale al 78% nella fascia tra 35 e 44 anni, in cui si tende a costruire le famiglie o almeno si desidera farlo. Avere uno o più figli è ancora considerato il principale fattore discriminante per le lavoratrici. In un’ideale pagella, tale ostacolo raggiunge il voto di 8,2 (su dieci) per le lavoratrici dipendenti. Non è un caso che oltre il 56% del campione considera che c’è stato un arretramento dei diritti di lavoro dipendente. Una soluzione (per il 53,1% del campione) è la possibilità di portarsi il lavoro a casa. Le difficoltà non mancano per il lavoro autonomo, dove il problema principale è non avere gli stessi diritti (ancora 8,2 su dieci). Un voto leggermente più basso (8,1) riguarda le scelte lavorative per gestire i figli (specie neonati), che gravano più spesso sulle donne. Oltre due giovani coppie su tre (il 68,7% del campione) confessano di subire più condizionamenti che in passato nelle scelte per la conciliazione. Il 69,2% non rinuncia agli animali domestici, ma il 18% rientra nelle famiglie in crisi. Sono soprattutto donne, di età compresa tra 45 e 54 anni. Alla conciliazione tra vita e lavoro concorrono altri fattori. La rigidità degli orari dei servizi sanitari è percepito come il principale ostacolo in ambito medico, mentre è variegata la voce “trasporti”. Nella ricerca compaiono tre gruppi. Il più rappresentativo è “Prima di tutto l’auto”, in cui rientra oltre un intervistato su due (54,3%). Il 31,9% del campione propone “Meno auto”. Esiste anche un 13,9% intermedio che sostiene “Auto e altro”. Gli intervistati danno anche suggerimenti. Per il 24,7% di loro bisogna intervenire sulle regole del lavoro. Il 20,8% chiede di cambiare orari e modalità di accesso alla sanità, il 20,7% domanda più flessibilità ai servizi d’infanzia e quelli rivolti agli anziani. Tindara Addabbo, economista, introduce il termine «generazione sandwich» per descrivere la fascia di età tra 59 e 79 anni. A loro spetta sempre più spesso il compito di prendersi cura dei nipoti prima di ricevere a loro volta assistenza. Addabbo cita un’altra ricerca, condotta dal Centro analisi politiche pubbliche, su conciliazione tra tempi di vita e lavoro. Emerge che il 72% delle donne modenesi, dai 25 ai 65 anni, ha più difficoltà di conciliazione (contro il 69% degli uomini). Le difficoltà crescono con l’aumento delle ore di lavoro sia retribuito sia domestico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
