Gazzetta di Modena

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Emotion

"L’ultimo Pavarotti con le mie canzoni Come in un sogno"

di Laura Solieri
"L’ultimo Pavarotti con le mie canzoni Come in un sogno"

Andrea Bellentani, modenese, autore di due brani inseriti dal Maestro nel cd “Ti adoro” del 2003

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«Un giorno, pensai per divertirmi di scrivere una canzone per il cantante più famoso del mondo… Ridendo e scherzando, lo feci. Era il 2000, e il cantante in questione era Pavarotti» racconta il musicista modenese Andrea Bellentani.

La carriera di Bellentani è lunga ed articolata: tra le varie cose, Andrea ha suonato la chitarra ritmica in gruppi rock inglesi ed americani alla fine anni '80, inizio anni '90, girando per il mondo collaborando con Johnny Halliday e vari gruppi rock inglesi e americani. È stato autore-compositore presso la Emi Publishing Italia, ha realizzato provini e brani per vari artisti italiani tra cui Gianna Nannini e ha scritto e composto due brani per il maestro Luciano Pavarotti da lui incisi ed inclusi nell'ultimo cd realizzato “Ti adoro” (Decca-Universal) uscito nel 2003 in tutto il mondo, vendendo milioni di copie. «I brani sono “Come aquile” e “Tu e il tuo mare” - racconta Andrea che dal 2004 realizza cd a nome The Diaphanoids e Blakula per prestigiose etichette discografiche inglesi e tra le altre cose collabora anche con le reti Mediaset per le quali ha composto musiche di sottofondo per vari programmi e pubblicità - Era il 2000 e incoraggiato dalla mia amica Cristina, figlia di Luciano, presi il coraggio di fare ascoltare al Maestro la mia canzone. Gli piacque moltissimo e tramite Cristina mi fece sapere che per completare il disco che stava preparando stava cercando un brano ritmato da un tempo mosso-veloce. No problem! Pensai. E sull’onda dell’entusiasmo ne scrissi subito un altro, con l’amico Wilko Zanni, e lo intitolai “Come aquile”».

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Andrea racconta che successivamente fu invitato a una festa di compleanno di Cristina Pavarotti, a Pesaro, dove ebbe occasione di fare ascoltare personalmente al Maestro la seconda canzone preparata: «Trovarmi da solo con lui fu un’emozione fortissima: ero paralizzato - racconta Andrea - Per la prima volta nella mia vita ero conscio del carisma così forte di un grande artista. Durante il nostro incontro, in attesa di fargli ascoltare il secondo brano che avevo preparato, ci trovavamo in uno spazio esterno e sulle nostre teste volteggiavano persone che facevano parapendio. Vedendole, me lo ricordo come fosse ora, Pavarotti esclamò: “Che bello sarebbe poter volare leggeri così, come aquile…”. Lui non conosceva ancora il titolo della canzone che gli avevo portato: fu per me un segno del destino».

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Da quell’incontro il sodalizio andò in porto, segnando nella carriera di Andrea un traguardo davvero significativo: «Una cosa che mai mi dimenticherò è che nel salone di casa del Maestro, c’erano pile altissime di cd di provini di canzoni che gli erano state inviate per questo progetto: sopra la prima pila troneggiava il nome di Sting, sopra un’altra quello di Elton John… Essere stato scelto tra nomi di questo calibro è stata ed è ancora una soddisfazione indescrivibile. Conservo del Maestro un caro ricordo - conclude con un sorriso Andrea, raccontando questo aneddoto - La prima volta che mi fece sentire la versione definitiva delle canzoni composte per lui, mi disse: "Allora, te le ho cantate bene?!».
 

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