domani pomeriggio
Marcia dei comitati contro il polo Gls
«C’è una sottile linea verde che unisce Vaciglio a viale Gramsci. Una sottile linea verde che lega due quartieri distanti e che rischia di ipotecare il futuro della nostra città». Lo pensano i...
2 MINUTI DI LETTURA
«C’è una sottile linea verde che unisce Vaciglio a viale Gramsci. Una sottile linea verde che lega due quartieri distanti e che rischia di ipotecare il futuro della nostra città». Lo pensano i cittadini del comitato “Mobastacemento”, che domani alle 16 si ritroveranno davanti alla Porta nord (sul retro della stazione ferroviaria) per dar vita a una camminata fino all’area di via del Mercato-via Massarenti dove sarà costruito il nuovo stabilimento Gls. «C’è un minimo comune denominatore in ciò che sta avvenendo sia per il comparto Vaciglio che per l’area di viale Gramsci - spiega il comitato - l’assenza di un disegno urbanistico capace di far prevalere il principio di precauzione sugli interessi meramente edilizi e su azioni urbanistiche anacronistriche. Non si spiegano se non con questa lettura i via libera dati dall’amministrazione comunale alle 550 abitazioni di Vaciglio e al polo logistico Gls. Scelta, quest’ultima, che deve fare doppiamente riflettere: il polo logistico viene previsto in un quartiere per il quale è stato lanciato con grande enfasi un progetto di riassetto urbano e morfologico da 60 milioni di investimenti, meglio noto come “Bando periferie”. Lo stesso masterplan, approvato dal Consiglio comunale, parla di “disegno complessivo dell’area che viene a definire una porzione di città a tutti gli effetti connotando l’intera area con grande attenzione ai flussi ciclopedonali, alla vivibilità degli spazi di relazione, alla accessibilità agli spazi nuovi e rinnovati”. Il bando ha dunque fini nobili - continua il comitato - ma è lecito chiedersi come si possa coniugare la qualità sottesa agli interventi descritti con l’avallo della costruzione di un polo logistico, nella stessa area e per giunta su un terreno vergine, che non produrrà certo conseguenze positive e qualitative sotto il profilo non solo ambientale. Inoltre, la presenza del polo comporterà un aumento molto elevato del traffico commerciale (camion e furgoni) e non risulta che esistano accordi con la proprietà per mitigare l’effetto che avrà su quell’area. Accordi che sarebbero indispensabili per segnare la differenza tra liberismo spinto e governo minimo del territorio. Siamo, insomma, in presenza di contraddizioni palesi». Il comitato chiede quindi «come si può parlare di pianificazione di qualità, se il Masteplan tace completamente sul nodo del trasporto pubblico: poniamo domande non banali - concludono i cittadini - e manifestiamo perplessità sul disegno complessivo che questa giunta ha in mente per la nostra città». (l.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
