Una storia che dura da diversi secoli con tante varianti tramandate in famiglia
Pochi ingredienti, tante varianti, una storia lunghissima. Le ricette di tigelle (o crescentine) e gnocco fritto si sono tramandate di generazione in generazione per secoli. Sono, in compagnia di...
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Pochi ingredienti, tante varianti, una storia lunghissima. Le ricette di tigelle (o crescentine) e gnocco fritto si sono tramandate di generazione in generazione per secoli. Sono, in compagnia di piadine, crescenti bolognesi, crescentine fritte, streghe bolognesi, ciacci e borlenghi, ricchezza culturale del territorio. L'identità è tutta nell’impasto, a base di pane, acqua, lievito, sale e strutto oppure olio. Una volta cotto, è servito a sfamare poveri e ricchi, contadini ed Estensi. Oggi da ex pani poveri sono promossi a cibo da strada gourmet, hanno una fama che supera i confini regionali. Aveva visto lontano in questo Massimo Bottura quando, nel 2008, dopo lunga ricerca, aveva messo a punto la tigella per celiaci, dalla composizione più soffice della comune crescentina montanara, a base di parmigiano, rosmarino in essenza, olio extravergine, lardo e un impasto fatto con un farinaceo tropicale, innocuo per i celiaci. Nell’impasto di gnocco fritto è facile oggi trovare latte di soia, per gli intolleranti al lattosio, oppure rosmarino o la farina di kamut per una nota di gusto insolita.
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