Casse del Secchia, In bici ai laghetti passando sul ponte ma senza pedaggio
Anche il semplice percorso verso Campogalliano racconta pagine di storia e aneddoti naturalistici
MODENA Itinerario in bicicletta facile, pianeggiante e alla portata di tutti alla scoperta della zona delle Casse di Espansione del fiume Secchia che dal 1996 è diventata un’area protetta (Riserva Naturale Orientata) all’interno di un comprensorio a elevata densità antropica e produttiva, nel territorio dei comuni di Rubiera, Campogalliano e Modena.
Si parte dal centro di Modena e tramite le varie ciclabili cittadine si raggiunge il quartiere Madonnina dove si segue la ciclabile che costeggia via Barchetta fino alla località Tre Olmi. Si prosegue fino a raggiungere l’argine destro del fiume Secchia, dritti fino al ponte della Barchetta. L’odierno ponte, riservato esclusivamente al passaggio dei pedoni e delle biciclette, è stato inaugurato nel 2000, ma in realtà questo passaggio è molto più antico, in quanto il Passo della Barchetta ha da sempre costituito il tragitto più breve tra Modena e Campogalliano. Da secoli esisteva un collegamento tra le due rive attraverso un ponte di legno e per il transito era fissato il pagamento di un pedaggio.
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Superato il ponte si prosegue su piccole stradine asfaltate fino a superare l’autostrada A22 grazie a un piccolo sottopasso: siamo ormai alle porte di Campogalliano e da qui è possibile fare una piccola deviazione per giungere in centro paese e visitare il grazioso Museo della Bilancia che, tra l’altro, offre sempre l’ingresso omaggio per coloro che arrivano in bicicletta. Si prosegue e si raggiunge, poco fuori il paese, il santuario della Madonna della Sassola al cui interno è conservata l’immagine della Madonna ritrovata, secondo la tradizione, nel greto del fiume Secchia, tra i sassi (da cui il nome). Si continua su via Madonna oltrepassando prima la ferrovia e poi l’A1 fino a raggiungere finalmente la zona dei laghi Curiel e la Riserva Naturale del Secchia. Realizzata agli inizi degli anni Ottanta per regolare le piene del fiume, la Cassa di espansione occupa una superficie di 260 ettari ed è in grado di contenere oltre 16 milioni di metri cubi d’acqua. La zona ha ben presto assunto una notevole rilevanza naturalistica come zona umida che ospita molte specie animali, in particolare gli uccelli degli ambienti acquatici e palustri come l’airone cinerino, lo svasso, la garzetta, il martin pescatore, la sterna.
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Per il ritorno è possibile seguire il percorso dell’andata oppure, volendo percorrere un anello, si prosegue in direzione sud-ovest fino a raggiungere la periferia di Rubiera. Qui, in caso di poca portata del fiume, è possibile attraversare il Secchia sui manufatti idraulici in cemento armato, mentre nel caso siano ricoperti d’acqua, bisogna percorrere, prestando molta attenzione, il trafficato ponte sulla via Emilia. Raggiunta la sponda destra del fiume ci si immette sul Percorso Natura che collega Modena e la Rupe del Pescale (Prignano); questo percorso è un po’ più sconnesso dell’andata quindi è preferibile percorrerlo solo con mountain o trekking bike. Si svolta a sinistra verso Modena seguendo l’argine; giunti nei pressi del “manufatto regolatore” (sbarramento in cemento armato) delle Casse di Espansione, si scende dall’argine e si percorre un tratto ai margini del bosco ripariale del fiume. Giunti su strada Rametto, si riprende l’argine fino al ristorante “La Piola”, si sottopassa l’autostrada e si segue nuovamente l’argine fino al punto già toccato all’andata nei pressi dei Tre Olmi.
Il giro completo è di circa 30 km, completamente pianeggiante, 2-3 ore soste escluse.
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