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Il figlio di Mirella: «Chi l’ha uccisa paghi»

Il figlio di Mirella: «Chi l’ha uccisa paghi»

Il sindaco e la comunità islamica incontrano la famiglia. Il parroco si richiama al perdono: «Dio scommette sull’uomo»

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FINALE. Una stretta di mano tra Simone Benati, figlio di Mirella Ansaloni, e Mohamed Messari, presidente del Centro culturale islamico Annabaoui, ha anticipato ieri, davanti la chiesa del Seminario, l’arrivo del feretro della 79enne, uccisa il 18 settembre nella sua abitazione di via Vecchi. Un breve scambio di parole tra i due, in cui Messari ha fatto le condoglianze a Benati, così come gli altri membri del Centro presenti. «Non ce l’ho con nessuno, tanto meno con la Comunità islamica. Anche se è giusto che chi ha sbagliato paghi», ha detto il figlio della Ansaloni.

Accanto a lui il fratello di Mirella, Giovanni, e la cognata Elena. E tanti amici e conoscenti della Ansaloni, perlopiù suoi coetanei, che non sono voluti mancare per darle l’ultimo saluto. Poco dopo le 15 è iniziata la messa, celebrata da don Daniele e don Oscar. Una cerimonia composta e votata alla giustizia divina, che passa attraverso il perdono. Anche e nei confronti dei responsabili di una morte così atroce.

«Dobbiamo pregare per chi ha determinato la morte di Mirella - ha detto don Daniele nell’omelia - perché il Signore è venuto per perdonare e non per condannare. La sua è stata una morte tragica che ha bisogno di giustizia, ma l’ottica di Dio è quella di continuare a scommettere sull’uomo, nonostante i gravi peccati».

Il parroco ha poi puntualizzato come sia proprio l’allontanamento dal Signore a determinare l’idolatria, che conduce infine alla violenza: «Tre sono le azioni malvagie dell’uomo: l’abbandono di Dio, l’idolatria, ossia la ricerca del piacere sfrenato, dei soldi e del potere, e infine la disumanità. Quando si diventa disumani, ci si trasforma in animali capaci di calpestare la debolezza e l’anzianità altrui, arrivando addirittura ad uccidere. Ma Dio continuerà comunque a bussare anche alla porta dei tre ragazzi responsabili della morte di Mirella. Che il Signore spalanchi per lei le porte del Paradiso e preghi per i suoi uccisori».

«Questo è il momento della commozione, del silenzio e della meditazione per l’ultimo viaggio di una nostra concittadina - ha commentato il sindaco Sandro Palazzi, presente con Maurizio Boetti, presidente del consiglio comunale - poi verrà il momento della giustizia, che spero operi con mano ferma e decisa».

Al termine della cerimonia il corteo funebre si è diretto verso il cimitero del paese, dove la salma di Mirella Ansaloni è stata infine tumulata.

Valentina Corsini

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