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Scatta la corsa di Modena al vaccino antinfluenzale

di Davide Berti
Scatta la corsa di Modena al vaccino antinfluenzale

Da domani la nuova campagna che parte dai dati del 2016: somministrate 113mila dosi, 80mila modenesi ammalati

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MODENA. L’anno scorso vennero vaccinate 113mila persone, di cui 86mila dai 65 anni in su, la categoria considerata più a rischio. E tra i settecentomila modenesi si registrarono 80mila casi di influenza (550mila persone in regione, pari al 12,5 per cento della popolazione totale, 61mila i bambini tra 0 e 4 anni). Dato in aumento a Modena come nel resto dell’Emilia Romagna. Ecco perchè l’obiettivo della campagna vaccinale antinfluenzale che scatterà domani è quello di crescere ancora.

Il periodo più opportuno per le vaccinazioni è tra novembre e dicembre, perché i picchi epidemici si raggiungono tra gennaio e febbraio; negli ambulatori di medici e pediatri di famiglia e dei servizi vaccinali delle Aziende Usl, dove si possono effettuare le vaccinazioni, stanno già arrivando oltre 790.000 vaccini.

Il quadro modenese lo cura il dottor Giovanni Casaletti dell’Igiene Pubblica dell’Ausl.

Quale obiettivo vi siete dati?

«Certamente di crescere e di continuare quell’aumento vaccinale che ormai a piccoli passi, da cinque anni a questa parte, si porta avanti. Più si cresce - l’anno scorso sul 2015 ci fu un aumento del 2 per cento - meglio è. Non ne farei una questione di numeri, ma proprio di cultura e di ripercussioni reali positive sui cittadini se in tanti decidono di vaccinarsi».

Questa campagna vaccinale, sebbene si parli di influenza e non di altre malattie, arriva dopo la lunga estate di dibattito per l’obbligo vaccinale in età scolastica. La situazione di questi mesi sarà da traino o da ostacolo?

«Per saperlo ci vorrebbe la sfera di cristallo. Devo dire, però, che se c’è stato dibattito è perché la nostra Regione ha deciso di dare una decisa accelerata alle politiche vaccinali, andando in una direzione che poi è diventata scuola per il resto della comunità nazionale. Di questo dobbiamo esserne consapevoli come medici e come cittadini. Quella che ci viene offerta è una opportunità».

I No- Vax non ne sono molto convinti.

«I vaccini, oltre ad essere utili, sono anche sicuri. Le reazioni avverse su un totale di oltre settecentomila dosi distribuite in tutta la Regione sono state pochissime decine. Con la semplice somministrazione di un vaccino diamo una grande risposta in termini di prevenzione, riduciamo il rischio di complicanze nei soggetti più deboli, evitiamo che malattie cardiache e polmonari possano degenerare. la definirei una vera e propria tutela personale che ha però ripercussioni positive, se il vaccino viene praticato, anche in tutta la nostra comunità».

Il ruolo dei medici di famiglia quanto è decisivo?

«I medici devono crederci perchè sono loro che conoscono bene i loro pazienti e sanno dove il vaccino è vivamente consigliabile e opportuno. Del nostro medico dobbiamo fidarci».

Quando è atteso il picco influenzale?

«Lo aspettiamo per gennaio, con strascico nei mesi successivi, anche se ormai le stagioni sono imprevedibili: lo scorso anno ci fu un netto anticipo a dicembre. Vaccinarsi ha sempre comunque senso dal momento che si stima che il vaccino faccia effetto già a tre settimane dalle somministrazione».

Il tema vaccini è caldo e ha comportato nei mesi scorsi un lavoro straordinario per l’Ausl con l’allarme meningite.

«Oggi la situazione è sotto controllo. Da noi non c’è mai stata nessuna emergenza, la situazione nazionale di allarme ha portato a numerose richieste che sono state evase nei tempi che l’Ausl ha calendarizzato con ambulatori dedicati».

Stesso copione con l’obbligo vaccinale in età scolastica.

«Qui, fino ad ora, c’è stato soprattutto un grosso sforzo della pediatria di comunità, sia sul piano sanitario che sul piano burocratico. Ma lo sforzo vale se capiamo che il vaccino è uno strumento utile per il bene dei nostri figli».
 

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