Sesso in cambio di ricariche: allarme social
Castelfranco. La municipale avverte genitori e figli: «Tanti rischi su internet, parlatene in famiglia»
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CASTELFRANCO. Cyberbullismo e sicurezza informativa: se n’è tornati a parlarne nel secondo incontro dell’iniziativa “Fai la cosa giusta-online” nell’aula magna delle scuole Falcone e Borsellino di Piumazzo. Il progetto, avviato durante lo scorso anno scolastico, ha avuto come protagonisti alcune classi delle scuole Guinizzelli e Spallanzani ed è nato dalla collaborazione tra la polizia municipale, l’amministrazione comunale di Castelfranco e il Telefono Azzurro.
«Nonostante si sia trattato di un esperimento pilota possiamo dirci molto soddisfatti dei primi risultati raggiunti in quanto i ragazzi si sono dimostrati sin da subito molto partecipi», ha raccontato durante la serata Sara Bovo, agente della municipale, presente insieme al collega Roberto Puca, entrambi referenti del percorso avviato all’interno delle scuole del territorio.
«“Fai la cosa giusta-Online” è nato dalla volontà di avvicinare quanto più possibile la polizia municipale a tutti i cittadini, anche quelli più giovani, al fine di divenire un punto di riferimento per l’intera comunità - ha spiegato Puca- Durante gli incontri ci siamo resi conto di come i ragazzi parlassero con noi di temi che mai avevano affrontato né con le proprie famiglie né con i propri insegnanti».
Durante la serata gli agenti hanno spiegato la pericolosità dei numerosi fenomeni che nascono all’interno del mondo virtuale: cyberbullismo, dipendenza dai social e videogiochi, grooting (adescamento online) fino ad arrivare a tematiche ancor più gravi e delicate, come il sexting e la pedopornografia.
«Abbiamo scoperto l’esistenza di un vero e proprio mercato interno al mondo giovanile, dove si scambiano prestazioni sessuali con compiti o ricariche telefoniche», ha proseguito Puca. Proprio per queste motivazioni, ai tanti i genitori presenti in sala è stato consigliato con solo di ritardare il più possibile l’accesso libero a internet, ma anche di parlare con i propri figli dei rischi della rete e, soprattutto, di dare loro il buon esempio usando internet e smartphone in maniera consapevole.
«La web reputation, ovvero l’identità digitale, è un qualcosa che le giovani generazioni stanno costruendo in maniera inconsapevole. I ragazzi di oggi dispongono di solide conoscenze tecnico-informatiche ma non hanno alcuna consapevolezza dei rischi e delle responsabilità che l’utilizzo di questi strumenti comporta. Proprio per questo è importante fare prevenzione», ha sostenuto Sara Bovo.
Presenti all’iniziativa anche il vicesindaco Maurizia Cocchi Bonora e l’assessore alla Sicurezza e Legalità Giovanni Gargano che ha posto l’accento sull’importanza delle politiche di sicurezza partecipata e integrata: «È fondamentale che i diversi organi delle istituzioni collaborino tra di loro e in questo quadro il peso dell’attore politico locale è notevole in quanto diviene il collettore principale della domanda dei cittadini e veicolo di politiche e pratiche locali di sicurezza».
Sara Donatelli
«Nonostante si sia trattato di un esperimento pilota possiamo dirci molto soddisfatti dei primi risultati raggiunti in quanto i ragazzi si sono dimostrati sin da subito molto partecipi», ha raccontato durante la serata Sara Bovo, agente della municipale, presente insieme al collega Roberto Puca, entrambi referenti del percorso avviato all’interno delle scuole del territorio.
«“Fai la cosa giusta-Online” è nato dalla volontà di avvicinare quanto più possibile la polizia municipale a tutti i cittadini, anche quelli più giovani, al fine di divenire un punto di riferimento per l’intera comunità - ha spiegato Puca- Durante gli incontri ci siamo resi conto di come i ragazzi parlassero con noi di temi che mai avevano affrontato né con le proprie famiglie né con i propri insegnanti».
Durante la serata gli agenti hanno spiegato la pericolosità dei numerosi fenomeni che nascono all’interno del mondo virtuale: cyberbullismo, dipendenza dai social e videogiochi, grooting (adescamento online) fino ad arrivare a tematiche ancor più gravi e delicate, come il sexting e la pedopornografia.
«Abbiamo scoperto l’esistenza di un vero e proprio mercato interno al mondo giovanile, dove si scambiano prestazioni sessuali con compiti o ricariche telefoniche», ha proseguito Puca. Proprio per queste motivazioni, ai tanti i genitori presenti in sala è stato consigliato con solo di ritardare il più possibile l’accesso libero a internet, ma anche di parlare con i propri figli dei rischi della rete e, soprattutto, di dare loro il buon esempio usando internet e smartphone in maniera consapevole.
«La web reputation, ovvero l’identità digitale, è un qualcosa che le giovani generazioni stanno costruendo in maniera inconsapevole. I ragazzi di oggi dispongono di solide conoscenze tecnico-informatiche ma non hanno alcuna consapevolezza dei rischi e delle responsabilità che l’utilizzo di questi strumenti comporta. Proprio per questo è importante fare prevenzione», ha sostenuto Sara Bovo.
Presenti all’iniziativa anche il vicesindaco Maurizia Cocchi Bonora e l’assessore alla Sicurezza e Legalità Giovanni Gargano che ha posto l’accento sull’importanza delle politiche di sicurezza partecipata e integrata: «È fondamentale che i diversi organi delle istituzioni collaborino tra di loro e in questo quadro il peso dell’attore politico locale è notevole in quanto diviene il collettore principale della domanda dei cittadini e veicolo di politiche e pratiche locali di sicurezza».
Sara Donatelli
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