Castelfrigo, presidio permanente
di Serena Arbizzi
Castelnuovo. I lavoratori protestano a oltranza davanti all’azienda. Manifestazione in Prefettura
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CASTELNUOVO. Non si placa la rabbia dei lavoratori della Castelfrigo, ai quali è arrivata via Pec la comunicazione del licenziamento per cessazione dell’attività da parte delle due cooperative, Work Service e Ilia D.A., che lavorano in appalto per Castelfrigo.
Dalle 5 di stamattina i lavoratori sono davanti ai cancelli dello stabilimento in presidio permanente. Una forma di protesta forte e chiara che durerà fino a quando non ci sarà un soggetto nuovo che possa gestire, all’insegna della legalità, il lavoro e i lavoratori di Castelfrigo. Contemporaneamente, dalle 10 alle 12 di stamattina, davanti alla Prefettura, si svolgerà un altro presidio con per alzare ulteriormente l’attenzione sulla vertenza, finita al centro del dibattito nazionale dopo la visita del segretario Cgil Susanna Camusso sabato pomeriggio. E in attesa che venga convocata la data precisa di un tavolo regionale, che includa tutti gli attori in campo.
I SINDACATI
«Il presidio in Prefettura e quello a oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento hanno l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza - conferma Marco Bottura di Cgil Flai - Dopo la comunicazione arrivata via mail, tramite Pec, a 127 lavoratori in cui la Work Service e Ilia D.A. hanno avviato la procedura di licenziamento riguardante tutti i soci lavoratori, per cessazione dell’attività, significa che ci sono 45 giorni di tempo per valutare soluzioni alternative. Di fatto, dentro all’azienda, si continua a lavorare come se nulla fosse... Questo non va bene. Chiediamo che vengano mandati via i soggetti che gestiscono, di fatto, le false cooperative e che siano sostituiti da soggetti che abbiano realmente a cuore il benessere e la legalità di azienda e lavoratori. Serve un soggetto nuovo che gestisca la situazione. Per questo, stamattina saremo davanti alla Prefettura dalle 10 alle 12. Siamo soddisfatti della risonanza che ha avuto la visita di Susanna Camusso, sabato scorso. E non vogliamo che i riflettori, accesi ora su scala nazionale, si spengano improvvisamente. Dobbiamo risolvere il problema una volta per tutte» conclude Bottura.
LA REGIONE
«Convocheremo nei prossimi giorni un tavolo regionale per affrontare con tutti i soggetti interessati questa grave situazione - annunciano l’assessore regionale Palma Costi e il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, in accordo con il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi - Si tratta di un comparto strategico per l’economia del territorio dove la qualità del prodotto deve coniugarsi con il rispetto della dignità dei lavoratori superando ogni forma di precarizzazione estrema».
La Provincia e il Comune hanno da tempo avviato un tavolo provinciale sul settore delle carni con l’obiettivo di favorire il confronto tra tutte le parti. Un confronto tuttora aperto che proseguirà nell’incontro, previsto da tempo, in programma il 13 novembre nelle sede della Provincia.
L’ALLEANZA DELLE COOP
«Ci uniamo allo sdegno espresso dall’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi - dichiarano Francesco Milza, Giovanni Monti e Massimo Mota, rispettivamente presidente e copresidenti Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna -. Le due imprese cooperative coinvolte nell’appalto della Castelfrigo che hanno annunciato la cessazione dell’attività, compromettendo il futuro occupazionale di 127 lavoratori, non solo non appartengono alle nostre centrali cooperative ma non rappresentano in alcun modo il nostro sistema basato sui valori della mutualità e della solidarietà. Queste cooperative spurie, oltre a causare gravi sofferenze e disagi alla forza lavoro interessata, danneggiano tutta la cooperazione emiliano-romagnola, un sistema sano e considerato un esempio da replicare altrove». Per questo motivo, aggiungono Milza, Monti e Mota, «è arrivato il momento di approvare la legge contro le false cooperative, da più di un anno al Senato, dopo che le nostre organizzazioni hanno raccolto 100mila firme in tutta Italia».
Dalle 5 di stamattina i lavoratori sono davanti ai cancelli dello stabilimento in presidio permanente. Una forma di protesta forte e chiara che durerà fino a quando non ci sarà un soggetto nuovo che possa gestire, all’insegna della legalità, il lavoro e i lavoratori di Castelfrigo. Contemporaneamente, dalle 10 alle 12 di stamattina, davanti alla Prefettura, si svolgerà un altro presidio con per alzare ulteriormente l’attenzione sulla vertenza, finita al centro del dibattito nazionale dopo la visita del segretario Cgil Susanna Camusso sabato pomeriggio. E in attesa che venga convocata la data precisa di un tavolo regionale, che includa tutti gli attori in campo.
I SINDACATI
«Il presidio in Prefettura e quello a oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento hanno l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza - conferma Marco Bottura di Cgil Flai - Dopo la comunicazione arrivata via mail, tramite Pec, a 127 lavoratori in cui la Work Service e Ilia D.A. hanno avviato la procedura di licenziamento riguardante tutti i soci lavoratori, per cessazione dell’attività, significa che ci sono 45 giorni di tempo per valutare soluzioni alternative. Di fatto, dentro all’azienda, si continua a lavorare come se nulla fosse... Questo non va bene. Chiediamo che vengano mandati via i soggetti che gestiscono, di fatto, le false cooperative e che siano sostituiti da soggetti che abbiano realmente a cuore il benessere e la legalità di azienda e lavoratori. Serve un soggetto nuovo che gestisca la situazione. Per questo, stamattina saremo davanti alla Prefettura dalle 10 alle 12. Siamo soddisfatti della risonanza che ha avuto la visita di Susanna Camusso, sabato scorso. E non vogliamo che i riflettori, accesi ora su scala nazionale, si spengano improvvisamente. Dobbiamo risolvere il problema una volta per tutte» conclude Bottura.
LA REGIONE
«Convocheremo nei prossimi giorni un tavolo regionale per affrontare con tutti i soggetti interessati questa grave situazione - annunciano l’assessore regionale Palma Costi e il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, in accordo con il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi - Si tratta di un comparto strategico per l’economia del territorio dove la qualità del prodotto deve coniugarsi con il rispetto della dignità dei lavoratori superando ogni forma di precarizzazione estrema».
La Provincia e il Comune hanno da tempo avviato un tavolo provinciale sul settore delle carni con l’obiettivo di favorire il confronto tra tutte le parti. Un confronto tuttora aperto che proseguirà nell’incontro, previsto da tempo, in programma il 13 novembre nelle sede della Provincia.
L’ALLEANZA DELLE COOP
«Ci uniamo allo sdegno espresso dall’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi - dichiarano Francesco Milza, Giovanni Monti e Massimo Mota, rispettivamente presidente e copresidenti Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna -. Le due imprese cooperative coinvolte nell’appalto della Castelfrigo che hanno annunciato la cessazione dell’attività, compromettendo il futuro occupazionale di 127 lavoratori, non solo non appartengono alle nostre centrali cooperative ma non rappresentano in alcun modo il nostro sistema basato sui valori della mutualità e della solidarietà. Queste cooperative spurie, oltre a causare gravi sofferenze e disagi alla forza lavoro interessata, danneggiano tutta la cooperazione emiliano-romagnola, un sistema sano e considerato un esempio da replicare altrove». Per questo motivo, aggiungono Milza, Monti e Mota, «è arrivato il momento di approvare la legge contro le false cooperative, da più di un anno al Senato, dopo che le nostre organizzazioni hanno raccolto 100mila firme in tutta Italia».
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