Da Modena a Macerata: il gemellaggio del cuore con i paesi del terremoto
Dalla scuola d’infanzia Saluzzo pacchi regalo con materiale didattico Missione del sorriso nei cinque Comuni delle Marche tra le macerie
MODENA. Un videoproiettore, un telo, un amplificatore portatile, risme di fogli colorati. Sono questi i doni contenuti nei grandi pacchi regalo che una delegazione di bambini, genitori, insegnanti della scuola dell’infanzia Saluzzo, della Fondazione Cresci@amo, ha consegnato settimana scorsa a bambini, docenti, preside della scuola dell’infanzia di Belforte del Chienti dell’Istituto Comprensivo Simone De Magistris. Si tratta di un comprensorio che abbraccia un ampio territorio montano (Comunità Montana dei Monti Azzurri) con cinque comuni: Caldarola, Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, in provincia di Macerata.
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La zona è stata duramente colpita dal sisma dello scorso anno. A Caldarola, per dire, è ancora off limits tutto il centro storico, dove erano concentrati i luoghi di ritrovo e di interesse dei ragazzi, dalla biblioteca alla sala polifunzionale, dal bar al campetto all’oratorio e al teatro, oltre ai negozi. “Una quotidianità stavolta, un paese fantasma” si legge nel sito ufficiale dell’IC di Caldirola.
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Non sono entrati nei pacchi l’entusiasmo, e i sorrisi, e l’attenzione, e gli abbracci e i pensieri e l’emozione che ha coinvolto tutti e che sono comunque arrivati lì, in quel paese montano, a trasformare una giornata in una festa, in una rinascita, in un seme di speranza e voglia di vivere e di fare.
Che poi, a dirla tutta, questi bambini (ma anche i loro insegnanti e i genitori) di impegno ed entusiasmo e attenzione ne hanno messo parecchio, fin dall’interno delle classi, già nelle settimane precedenti la data del viaggio. I bambini della Saluzzo hanno infatti svolto parte del progetto nelle sezioni con le insegnanti con conversazioni e letture a tema, realizzando elaborati e disegni e lo stesso è stato fatto nella scuola dell’infanzia di Belforte.
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Poi c’è stata la sveglia all’alba, la strada, il panorama che scorreva fuori dal finestrino, il vociare emozionato dei bimbi, l’incontenibile voglia di arrivare, gli sguardi sgranati, i silenzi assorti alla vista delle macerie, e gli abbracci e le risate nel momento in cui ci si è finalmente incontrati. E i colori e i sorrisi dei disegni e palla avvelenata e i giochi tra le tende, e la stanchezza che ha preso il sopravvento a un certo punto.
“E la vita rimbalza elastica, non vuole altro che vivere” diceva Rodari. E di vita ce n’è stata proprio tanta, in quest’incontro. Un’esperienza unica, indimenticabile e commovente.
Uno scambio di sorrisi, entusiasmo e speranza. Un vero e proprio gemellaggio del cuore che ha visto Modena ancora protagonista.
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